Oltre 2.670 palestinesi sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni a Hebron, in Cisgiordania, a seguito di un'operazione antiterrorismo israeliana. L'intervento, scattato nella notte di venerdì, ha provocato un massiccio sfollamento di residenti, la cui maggior parte è composta da donne, bambini e anziani. Questo dato è stato comunicato dall'ufficio del premier dell'Autorità nazionale palestinese, Mohammad Mustafa, e si riferisce agli spostamenti forzati registrati dopo l'attentato avvenuto nella stessa giornata di venerdì.
Le cifre degli sfollati e il contesto dell'operazione
L'ufficio di Mohammad Mustafa ha dettagliato che gli sfollamenti forzati dalle case nella città di Hebron hanno superato la soglia dei 2.670 individui. Questa cifra è direttamente correlata all'inizio del blitz antiterrorismo condotto dalle Forze di Difesa Israeliane (Idf) nell'area, un'azione inserita nel quadro delle misure di sicurezza adottate in risposta all'attentato di venerdì. La notizia di questi eventi è stata diramata il 25 ottobre 2026.
La nota dell'Autorità nazionale palestinese ha posto enfasi sulla composizione demografica della popolazione allontanata. Il riferimento principale riguarda le famiglie e i residenti considerati vulnerabili, con una netta prevalenza di donne, bambini e anziani tra gli sfollati.
Il numero complessivo, superiore a 2.670 persone, documenta l'impatto diretto sulle abitazioni e sulle vite degli abitanti di Hebron dall'inizio dell'operazione militare.
Abitazioni palestinesi convertite in postazioni militari
Nel contesto del rigoroso lockdown militare imposto sulla città, l'agenzia di stampa palestinese Wafa ha riferito che diverse abitazioni palestinesi a Hebron sono state sistematicamente trasformate in caserme e posti di osservazione. Questa conversione è avvenuta dopo che i residenti sono stati costretti ad abbandonare le loro proprietà. Le zone specificamente menzionate includono Khallat Manna e Dahiyat al-Zaytoun, entrambe situate nella parte meridionale di Hebron. Tali abitazioni sono state impiegate come punti di presenza militare mentre le forze israeliane continuavano a effettuare controlli e a imporre severe restrizioni nei vari quartieri della città.
L'attacco di venerdì: il detonatore degli eventi
L'intera operazione israeliana è stata innescata da un grave attacco avvenuto venerdì contro una base della riserva israeliana. Secondo le ricostruzioni disponibili, l'assalto è stato compiuto da due uomini palestinesi armati, un'azione che ha tragicamente portato alla morte di due soldati israeliani. Anche i due sospetti palestinesi sono stati uccisi durante lo scontro. A seguito di questo episodio violento, le forze israeliane hanno immediatamente imposto un lockdown totale su Hebron, dando il via a numerose perquisizioni, all'istituzione di chiusure stradali e all'applicazione di significative limitazioni alla libertà di movimento in tutta l'area interessata.