Il Consiglio dei ministri, riunitosi il 13 ottobre 2026, ha compiuto un passo significativo nel percorso dell’autonomia differenziata. Durante la seduta, sono stati approvati gli schemi di intesa definitiva e i relativi disegni di legge per quattro regioni: Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Roberto Calderoli, ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, ha definito questo passaggio come un “passo avanti decisivo”, sottolineando la sottoscrizione delle intese definitive con le Regioni che per prime hanno avviato il processo.

Il ministro Calderoli ha chiarito che la delibera del Consiglio dei ministri riguarda specificamente gli schemi di intesa definitiva e i disegni di legge collegati a queste quattro realtà regionali.

Nelle sue dichiarazioni, ha rimarcato l’importanza e la natura decisiva di questo passaggio istituzionale per la riforma, indicandola come ormai pronta per l’avvio del suo iter parlamentare. L’obiettivo primario, ha ribadito, è quello di garantire ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ai territori coinvolti.

Il via libera del Consiglio dei ministri

Commentando la decisione, Calderoli ha inquadrato l’autonomia differenziata all’interno del programma politico del centrodestra e come una storica battaglia della Lega. Il ministro ha affermato che il lavoro è stato condotto con convinzione e senza interruzioni, e ha identificato l’esame parlamentare come la fase conclusiva ancora da affrontare.

Ha utilizzato l’espressione evocativa dell’“ultimo miglio da percorrere in Parlamento” per descrivere il cammino che attende i testi.

Il fulcro della notizia rimane l’approvazione, da parte del Consiglio dei ministri, degli schemi di intesa definitiva e dei disegni di legge associati a Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Queste sono le regioni che, come evidenziato dal ministro, hanno dato il via al percorso. La delibera del 13 ottobre 2026 segna dunque l’ingresso del dossier nella fase di esame parlamentare dei testi approvati.

Il percorso della Liguria verso l'autonomia

Per quanto riguarda la Liguria, la Giunta regionale aveva già dato il proprio via libera agli ultimi passaggi il 7 agosto 2026, a Genova.

In quella data, il testo degli schemi di intesa definitivi con il Governo era stato approvato con l’obiettivo di inviarlo alle commissioni competenti e, successivamente, farlo approdare nell’aula del Consiglio regionale entro la metà di settembre.

La Giunta ligure aveva recepito le più recenti modifiche introdotte durante il passaggio alla Camera e al Senato, relative all’attribuzione di particolari condizioni di autonomia alla Regione Liguria. Tali competenze riguardano materie cruciali come la protezione civile, la previdenza complementare e integrativa, la tutela della salute, il coordinamento della finanza pubblica e le professioni.

Questo passaggio è stato definito come “atteso da 8 anni”, ovvero da quando la Liguria, insieme a Veneto e Lombardia, aveva avviato per prima la trattativa con il Governo.

Il presidente Marco Bucci e la vicepresidente Simona Ferro hanno osservato che queste intese definitive sono il frutto di un intenso lavoro, condotto nel rispetto della Costituzione che riconosce la possibilità di devolvere alle regioni a statuto ordinario ulteriori competenze in determinate materie.

Con queste intese, hanno aggiunto i rappresentanti liguri, la regione avrà la possibilità di adottare decisioni più rapide, evitando un aggravio di burocrazia e di tempi che, molto spesso, si rivela particolarmente negativo in situazioni di emergenza, ma anche quando si tratta di far fronte a specifiche esigenze del territorio. Il testo definitivo sarà ora sottoposto all’approvazione del Consiglio regionale, previa consultazione del Consiglio delle autonomie Locali della Liguria.