Stefano Bandecchi, leader di Alternativa Popolare, attuale sindaco di Terni e presidente della Provincia, ha sollevato una ferma critica il 3 ottobre 2026 riguardo alla normativa elettorale. Al centro della sua contestazione vi è la sezione della legge che disciplina la raccolta delle firme, ritenuta necessaria per la presentazione di un nuovo partito politico. Attraverso un video diffuso sui social media, Bandecchi ha espresso il suo dissenso per l'incremento della soglia di sottoscrizioni richieste, passata da 75 mila a ben 450 mila. Ha definito questa nuova soglia come “450 mila, ancora più tremendo e insopportabile”, sottolineando la gravità della modifica.
La presa di posizione è stata registrata a Terni, con la notizia diffusa alle 13:32.
La questione principale evidenziata da Bandecchi concerne direttamente l'accesso alla competizione elettorale per le nuove formazioni politiche che intendono sottoporsi al giudizio degli elettori. Il leader di Alternativa Popolare ha argomentato che l'onere della raccolta firme, già significativo con le precedenti 75 mila sottoscrizioni, diviene ora eccessivamente gravoso con l'imposizione di 450 mila firme. Secondo la sua interpretazione, il principio democratico fondamentale risiede nella possibilità per i cittadini di determinare, attraverso il proprio voto, quali forze politiche debbano ottenere rappresentanza in Parlamento.
Bandecchi ha inoltre collegato questa critica a un richiamo alla situazione dell'Irlanda del Nord e all'IRA, suggerendo che l'esclusione di attori politici che aspirano a partecipare al voto democratico possa, in ultima analisi, generare o esacerbare tensioni sociali e politiche.
La proposta di Bandecchi sul limite delle firme
La parte conclusiva dell'intervento di Stefano Bandecchi si concentra sulla sua proposta specifica per il numero massimo di sottoscrizioni che dovrebbero essere richieste ai nuovi partiti. Il sindaco di Terni ha avanzato la richiesta esplicita che il limite massimo di firme venga riportato al livello precedente, o che sia ulteriormente ridotto. Ha citato come esempio il modello tedesco, proponendo: “Le firme devono tornare a essere un massimo di 75 mila, se non 25 mila come in Germania”.
La sua critica, pertanto, si focalizza in modo netto sulla regolamentazione della raccolta firme, senza estendersi ad altri aspetti del sistema elettorale. Nel suo messaggio veicolato sui social, Bandecchi ha chiaramente affermato che la legge elettorale, almeno per quanto riguarda questo specifico aspetto, è da considerarsi sbagliata.
Approfondendo il tema della rappresentanza, Bandecchi ha posto un interrogativo cruciale: è giusto precludere l'accesso al Parlamento a soggetti politici che manifestano l'intenzione di entrarvi attraverso il libero voto dei cittadini? Il suo riferimento alla vicenda nordirlandese è stato impiegato per illustrare come l'integrazione di una forza politica all'interno delle istituzioni possa avere un impatto significativo sulla gestione delle tensioni legate alla rappresentanza politica.
La sua posizione, ribadita nel testo del video, mantiene come richiesta concreta e irrinunciabile la riduzione del numero di firme necessarie per la presentazione delle liste e dei partiti alle elezioni, al fine di garantire una più ampia e inclusiva partecipazione democratica.