Il blocco del Data Center della Regione Basilicata è al centro di una nota diffusa a Potenza il 9 ottobre 2026 dal vicepresidente del Consiglio regionale, Angelo Chiorazzo, e dal capogruppo di Basilicata Casa Comune, Giovanni Vizziello. I due consiglieri regionali hanno dichiarato con fermezza: "i lucani hanno diritto alla verità, non a comunicazioni tardive". Chiedono al presidente Bardi di riferire su quanto accaduto, sui disagi segnalati e sulle condizioni dei servizi essenziali collegati all'infrastruttura regionale.
Nella nota, Chiorazzo e Vizziello contestano il "silenzio mantenuto per giorni" e richiamano le interrogazioni e le richieste di chiarimento già presentate.
Hanno ricordato di aver chiesto, nella precedente seduta del Consiglio regionale, che il presidente aprisse i lavori con una comunicazione sul Data Center e sui disagi che continuano a colpire i cittadini, in particolare nell'accesso ai servizi sanitari. La comunicazione di Bardi è prevista martedì 13 in Consiglio regionale, ma per Basilicata Casa Comune si tratta di un "confronto doveroso" che arriva con "grave ritardo".
Le domande sulla gestione del blocco
La richiesta di chiarimenti dei consiglieri si lega agli atti della Giunta regionale. Secondo la loro ricostruzione, la Regione disponeva già dal 2023 di linee guida sulla sicurezza informatica, sulla gestione degli incidenti e sulla continuità operativa, rafforzate nel 2025 e nel 2026.
I due consiglieri evidenziano che l'intervento sulla "frammentazione delle competenze" tra gestione informatica e impianti tecnologici è avvenuto solo dopo il blocco, nonostante la stessa delibera riconoscesse tale assetto come una criticità.
Le questioni poste riguardano i tempi e le scelte amministrative precedenti al blocco. Chiorazzo e Vizziello chiedono "perché non si è intervenuto prima" per un riordino delle competenze e se tale situazione abbia inciso sul blocco o sui tempi di ripristino. La nota indica anche la necessità di quantificare i danni e le conseguenze economiche dell'accaduto. I consiglieri distinguono questo aspetto dalle "competenze tecniche" e dalla professionalità dei funzionari regionali e delle società incaricate, riconoscendo la dedizione degli operatori coinvolti.