Il presidente della Commissione elettorale centrale israeliana, Noam Sohlberg, ha formalmente richiesto al capo dello Shin Bet, David Zini, di avviare un'indagine approfondita su presunte interferenze straniere nel processo elettorale. La richiesta, pervenuta da Tel Aviv il 29 ottobre 2026, alle 08:54, si concentra sul sospetto di trasferimenti di denaro con presunti legami al Qatar. Questi fondi sarebbero stati destinati ad aumentare illegalmente l’affluenza al voto all'interno della comunità araba.
La vicenda solleva interrogativi significativi in relazione alle elezioni della 26ª Knesset, configurandosi come un potenziale caso di finanziamento estero illecito e di possibili tangenti elettorali.
Le informazioni oggetto di verifica riguardano specifici tentativi di influenzare l'esito del voto attraverso l'impiego di fondi provenienti dall'esterno. È fondamentale precisare che, al momento attuale, le accuse mosse non hanno trovato riscontro probatorio.
L'urgenza dell'indagine dello Shin Bet
Sohlberg ha esplicitamente sollecitato il servizio di sicurezza a raccogliere con celerità tutti gli elementi utili a confermare o, al contrario, a smentire i sospetti avanzati. Il presidente ha sottolineato l'importanza cruciale di chiarire rapidamente la situazione, anche in considerazione delle imminenti scadenze legali previste per l'eventuale presentazione di ricorsi elettorali. Per tale ragione, ha richiesto che i risultati preliminari dell'indagine siano forniti entro il termine di una settimana.
Il sospetto principale si focalizza su ingenti somme di denaro che si presume provengano da soggetti con collegamenti al Qatar. Tali fondi sarebbero stati indirizzati, in maniera illecita, all’incremento della partecipazione al voto all'interno della società araba. La richiesta di indagine non intende stabilire la fondatezza delle accuse, ma piuttosto avviare un'analisi formale e rigorosa delle informazioni disponibili, collocando il caso nell'ampio contesto delle verifiche su presunte interferenze straniere e possibili irregolarità nel processo di voto.
Gli arresti e il coinvolgimento di Lahav 433
La polizia israeliana ha recentemente comunicato l’arresto di quattro ulteriori sospetti nell’ambito dell’indagine in corso sulle presunte tangenti elettorali.
Questo ha portato il numero complessivo delle persone fermate a sette. Il fascicolo relativo all'inchiesta è stato prontamente trasferito all’unità nazionale antifrode Lahav 433, un'entità specializzata che detiene la competenza specifica sulle indagini relative a reati complessi come frode e corruzione.
Precedentemente, tre sospetti erano già stati arrestati nella regione del Negev. I fermi erano avvenuti in seguito al ritrovamento di buste contenenti decine di migliaia di shekel in contanti. Uno dei sospettati, interrogato, ha dichiarato che il denaro in questione era destinato a scopi di aiuto per famiglie bisognose e non all