Il Consiglio comunale di Genova ha approvato, in data 6 ottobre 2026, un ordine del giorno cruciale che solleva criticità significative riguardo all'applicazione del decreto scuola. Al centro del dibattito vi è il limite del 30% imposto alla presenza di studenti con cittadinanza non italiana e con insufficienti competenze linguistiche all'interno delle classi. Il documento, proposto dalla maggioranza di centrosinistra, mira a impegnare la sindaca e la giunta a presentare al governo e al Parlamento le problematiche evidenziate, in vista della fase di conversione del decreto.

Il testo approvato evidenzia con preoccupazione il rischio di impatti negativi sull'organizzazione scolastica complessiva e sulla regolare frequenza degli alunni nelle scuole del territorio. L'ordine del giorno sottolinea in particolare l'importanza di prevenire spostamenti non necessari di studenti, che potrebbero allontanarli dal proprio quartiere, minando il principio della scuola di prossimità. Si richiede inoltre un'attenta valutazione delle potenziali conseguenze per le famiglie, per gli istituti scolastici e per tutti i servizi accessori collegati. Durante la discussione in aula, il consigliere Simohamed Kaabour è intervenuto a nome del Partito Democratico, sostenendo le ragioni del documento.

Le istanze rivolte a governo e giunta

Il cuore dell'ordine del giorno è racchiuso nell'affermazione che il decreto scuola, con il suo limite sugli stranieri, rischia concretamente di generare classi artificiali e di imporre spostamenti non necessari di studenti, allontanandoli dal loro contesto abituale. Per queste ragioni, si chiede esplicitamente alla sindaca e alla giunta di Genova di farsi portavoce delle criticità del limite del 30% presso il governo e il parlamento, in vista della cruciale fase di conversione del decreto. Il documento connette strettamente questa problematica al concetto di scuola di prossimità, alla corretta formazione delle classi e all'urgente necessità di disporre di strumenti stabili ed efficaci per l'inclusione scolastica.

Parallelamente, il documento sollecita l'istituzione di un piano strutturale dedicato all'italiano come seconda lingua (L2) e all'inclusione scolastica. Tale piano dovrebbe prevedere l'allocazione di risorse adeguate per la formazione e l'impiego di docenti specializzati, l'introduzione di compresenze e il potenziamento della mediazione linguistico-culturale. Si esorta inoltre il Ministero competente a rilanciare un organismo nazionale stabile che si occupi specificamente dell'integrazione degli alunni stranieri. In sintesi, le istanze vertono su un rafforzamento delle risorse, del personale qualificato, dei servizi di mediazione e di un coordinamento strategico a livello nazionale per l'integrazione.

Esito della votazione e il dibattito in Consiglio

L'ordine del giorno ha ottenuto l'approvazione con 24 voti favorevoli e 13 contrari, a testimonianza di un dibattito acceso ma risolutivo. Il documento, sottoscritto dai capigruppo della maggioranza, è stato votato al culmine di un confronto in Consiglio comunale che ha visto emergere posizioni divergenti. La maggioranza ha espresso forte preoccupazione per il rischio di trasferimenti forzati e l'insorgere di nuove disuguaglianze tra gli studenti, qualora il limite del 30% venisse applicato senza opportune modifiche.