Il consigliere regionale Roberto Cifarelli (gruppo misto, opposizione) è intervenuto il 9 ottobre 2026 dopo la manifestazione degli agricoltori svoltasi tra Policoro e Scanzano Jonico, in provincia di Matera. Alla mobilitazione hanno partecipato agricoltori, cittadini e i sindaci del Metapontino. Cifarelli ha definito la protesta un “segnale politico e sociale che la Regione non può ignorare”, collegandola alla profonda crisi dell'agricoltura in Basilicata.

Tra le cause della protesta, il consigliere ha indicato il caro gasolio, l'aumento dei costi energetici e dei fertilizzanti, le persistenti difficoltà irrigue e la drastica perdita di redditività.

Questi elementi aggravano la condizione del comparto agricolo lucano e la pressante richiesta di risposte dalla Regione Basilicata. La presenza dei sindaci del Metapontino, ha aggiunto, amplifica il significato della manifestazione oltre la mera rivendicazione di categoria.

Le critiche all'Assessore e l'appello alla Regione

Cifarelli ha criticato l'atteggiamento dell'assessore Cicala, richiamandolo al suo ruolo nella Giunta regionale. Ha contestato l'idea di un “tavolo di lotta e di governo”, affermando che l'assessore non può agire come un osservatore esterno o un esponente dell'opposizione. Ha richiamato anche il presidente Bardi, chiedendo alla Regione di superare annunci, rinvii e misure ancora da formalizzare.

Il consigliere ha posto l'accento sulle responsabilità istituzionali nella gestione dell'acuta crisi agricola, chiedendo che chi governa decida e risponda delle proprie scelte, senza scaricabarile. La protesta è stata definita un campanello d'allarme per la trasformazione della crisi economica in esasperazione sociale. Nel suo richiamo, Cifarelli ha incluso anche gli altri settori produttivi e le famiglie lucane, associandoli agli agricoltori nella richiesta di interventi.

Un documento per il Consiglio regionale

Dalla manifestazione è emerso un documento che Cifarelli si impegna a portare al prossimo Consiglio regionale. Il consigliere ha annunciato che lavorerà con altri colleghi per definire il testo e presentarlo all'Assemblea.

L'obiettivo è trasformare le richieste del Metapontino in impegni concreti, con risorse, tempi e responsabilità precise. La mobilitazione, ha concluso, merita risposte e non rinvii, perché “il tempo degli annunci è finito: ora servono atti concreti e responsabilità”.