Beppe Grillo ha sferrato un nuovo attacco al Movimento 5 Stelle il 4 ottobre 2026, nel giorno dedicato a San Francesco, richiamando con forza i valori originari del partito fondato il 4 ottobre 2009. L’intervento, pubblicato sul suo blog con il titolo eloquente Oggi è il 4 ottobre. E va tutto bene, si concentra sulla situazione in Sardegna e sulla controversa “legge poltronificio”, approvata nel 2021 dalla giunta regionale di centrodestra guidata da Christian Solinas. La critica di Grillo si focalizza in particolare sulla gestione degli incarichi nell’isola e sulla norma che in passato era stata oggetto di contestazione da parte dello stesso Movimento 5 Stelle e del Pd.
Nel suo messaggio, Grillo stabilisce un chiaro collegamento tra il richiamo a San Francesco e la genesi del Movimento 5 Stelle. Utilizzando l’imperfetto, descrive l’ispirazione originaria della forza politica: ai principi francescani, scrive, “si ispirava una forza politica, fondata proprio il 4 ottobre 2009”. Questo riferimento sottolinea una visione del servizio nelle istituzioni orientata al miglioramento della vita dei cittadini, contrapposta, secondo Grillo, al perseguimento di un arricchimento personale o di una mera occupazione di posizioni.
La “legge poltronificio” e la questione sarda
Il fulcro dell’attacco di Grillo è la Sardegna e la cosiddetta “legge poltronificio”. Questa normativa, approvata nel 2021 dalla giunta Solinas, era stata aspramente contestata dal Movimento 5 Stelle, allora all’opposizione insieme al Pd.
In quel periodo, il Movimento aveva accusato la maggioranza di favorire la moltiplicazione di incarichi e consulenze, denunciando un sistema clientelare.
La critica odierna si concentra sul comportamento del Movimento 5 Stelle dopo il suo ingresso nel governo regionale, all’interno della coalizione guidata da Alessandra Todde. Grillo sostiene che la legge in questione non sia stata abolita, ma che, al contrario, il Movimento ne abbia sfruttato le possibilità per nominare consulenti e collaboratori. Nel testo del suo intervento, il fondatore del Movimento afferma in modo perentorio: “È stata effettivamente abolita questa norma? No, è stata sfruttata.”
La denuncia del tradimento dei valori fondanti
Nel passaggio dedicato alla Sardegna, Beppe Grillo argomenta che una forza politica autenticamente ispirata ai principi di San Francesco, una volta giunta al governo regionale, avrebbe dovuto porre l’abolizione di tale norma come primo punto all’ordine del giorno.
La sua critica evidenzia dunque una profonda discrasia tra i principi richiamati all’origine del Movimento e l’attuale gestione degli incarichi, resi possibili dalla legge in passato tanto contestata.
L’intervento si conclude con un amaro riferimento al “silenzio” sui principi e sui valori francescani. Grillo richiama ancora una volta la data simbolica del 4 ottobre, lasciando intendere come il Movimento 5 Stelle abbia, a suo giudizio, smarrito la bussola dei suoi ideali fondativi, preferendo la convenienza politica all’integrità morale e all’impegno per il bene comune che un tempo lo animavano.