Il 10 ottobre 2026, nella Giornata mondiale contro la pena capitale, il Papa ha ribadito la sua ferma contrarietà, definendo la pena di morte inammissibile. Il messaggio, diffuso da Città del Vaticano su X alle 14:09, ha enfatizzato l'inviolabilità e la dignità della persona, pilastri della posizione ecclesiale, con l'hashtag #NoDeathPenalty. Il Pontefice ha dichiarato che "Il bene comune può essere tutelato senza ricorrere alla pena capitale", salvaguardando la giustizia senza tale sanzione. Ha menzionato sistemi di detenzione efficaci, che proteggano i cittadini e offrano ai colpevoli la possibilità di redimersi.
Dignità, Giustizia e Sicurezza
Il messaggio papale si articola su dignità della persona, bene comune e giustizia. La pena capitale è incompatibile con l'inviolabilità dell'individuo, e la protezione dei cittadini è legata a sistemi di detenzione efficaci che permettano la redenzione. La formulazione del Papa bilancia sicurezza e principi di giustizia, riconoscendo l'esigenza di proteggere i cittadini senza sopprimere la vita del condannato. I sistemi di detenzione sono visti come strumenti per coniugare la salvaguardia collettiva con uno spazio per la redenzione.
Posizione Vaticana: Cardinale Parolin
La ferma posizione vaticana è stata rafforzata dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato.
A Roma, Parolin ha commentato la decisione del Pentagono di trasmettere in streaming l'esecuzione per fucilazione di Nidal Hassan, ex maggiore condannato per la strage di Fort Hood del 2009. Ha definito "non accettabile" la spettacolarizzazione della morte, ribadendo l'opposizione della Chiesa alla pena capitale. Questa posizione si fonda sulla contrarietà alla dignità umana e sull'inefficacia come deterrente, consolidando l'impegno vaticano per la sua abolizione.