La Corte d'Appello di Torino ha discusso il 13 ottobre 2026 il ricorso del presidente della Regione Valle d'Aosta, Renzo Testolin. L'appello contesta la sentenza del Tribunale di Aosta del 2 maggio, che aveva dichiarato l'ineleggibilità e la decadenza di Testolin dalla carica per superamento del limite massimo dei mandati. Al termine dell'udienza, i giudici hanno trattenuto la causa in decisione. Il procedimento verte sulla carica di presidente della Regione e sul limite dei mandati di governo. La sentenza di primo grado aveva pronunciato la decadenza, ma i suoi effetti erano stati sospesi dall'appello.
L'udienza torinese si è svolta a porte chiuse, con le parti comparse davanti al collegio giudicante per la discussione orale.
Le argomentazioni della difesa
Il legale di Testolin, l'avvocato Ulisse Corea, ha ribadito le tesi difensive, sostenendo l'assenza di violazione del principio di ineleggibilità. La sua argomentazione include la specificità istituzionale della Valle d'Aosta, unica Regione italiana a non prevedere l'elezione diretta del presidente. Questa peculiarità è cruciale per il caso.
Corea ha affermato che l'interpretazione difensiva “è in armonia con la Costituzione ed è l'unica possibile”. Il legale ha collegato la validità dell'elezione alla durata di legislature precedenti, se inferiori alla metà di cinque anni.
La questione è ora affidata alla decisione del collegio dopo la discussione del ricorso.
L'origine del ricorso
Il procedimento è nato da un ricorso di Avs. In aula erano presenti Elio Riccarand, coordinatore regionale, e Chiara Minelli, consigliera regionale. La causa affronta il rapporto tra la sentenza del Tribunale di Aosta, il limite massimo dei mandati, e la posizione del presidente Testolin dopo l'appello.
Alla vigilia dell'udienza, Testolin aveva dichiarato di attendere “in tranquillità” la discussione del ricorso in Corte d'Appello, che contestava la decisione di Aosta. Il confronto davanti ai giudici torinesi ha riguardato la comparizione delle parti e la discussione sul limite dei mandati, già esaminata in primo grado.