Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha presenziato ad Assisi alla solenne cerimonia in occasione della Festa nazionale di San Francesco, un evento di particolare risonanza quest'anno, che segna l'ottavo centenario della morte del Santo. Nel suo intervento, pronunciato il 4 ottobre 2026, il Capo dello Stato ha riaffermato l'attualità profonda dell'insegnamento francescano, ponendolo in stretta correlazione con i valori universali della dignità della persona, del rispetto del Creato e della pace.
Mattarella ha sottolineato con forza come la scelta radicale di povertà di San Francesco abbia rappresentato una rottura concreta e inequivocabile con l'idolatria del denaro, un messaggio di grande impatto anche per la società contemporanea.
L'umiltà del Santo, lungi dall'essere una semplice remissività, è stata interpretata dal Presidente come una ricerca esigente e instancabile della verità. Allo stesso modo, la sua obbedienza non si configurava come mera sottomissione, bensì come una faticosa e ponderata ricerca delle ragioni superiori che sottendono l'unità del popolo cristiano e della Chiesa.
L'eredità di San Francesco per il mondo contemporaneo
Nel passaggio più significativo del suo discorso, il Presidente Mattarella ha evidenziato che rievocare l'insegnamento di San Francesco nel mondo odierno significa illuminare alcuni fondamenti della sua predicazione che mantengono una decisa attualità. Questi principi cardine sono stati identificati nella dignità di ogni persona, nel rispetto incondizionato del Creato e nell'imperativo della pace.
Il richiamo alla dignità della persona ha costituito un pilastro centrale del messaggio presidenziale ad Assisi. Mattarella ha sintetizzato questo concetto con la frase evocativa: “Ci insegnò a difendere la dignità della persona”, sottolineando l'importanza perenne di questo valore. La cerimonia, svoltasi nella suggestiva città umbra, ha così rafforzato il legame indissolubile tra la figura di San Francesco e questi valori etici e spirituali, richiamati con vigore in un contesto di celebrazione nazionale e storica.
Il Presidente ha sapientemente intrecciato la povertà, l'umiltà e l'obbedienza di Francesco, presentandole non come virtù isolate, ma come aspetti intrinsecamente connessi di una testimonianza di vita coerente e potente.
La povertà è stata accostata al rifiuto categorico dell'idolatria del denaro, l'umiltà alla ricerca profonda della verità e l'obbedienza alla ricerca dell'unità del popolo cristiano e della Chiesa. Questo approccio ha permesso di attualizzare il messaggio del Santo, rendendolo una guida per i fondamenti che riguardano la persona, il Creato e la pace nel mondo contemporaneo.
La celebrazione della Festa nazionale
La cornice istituzionale che ha ospitato l'intervento del Presidente Mattarella è la Festa nazionale di San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia. Questa ricorrenza, fissata annualmente al 4 ottobre, è stata istituita da una legge promulgata l'8 ottobre 2025. Il provvedimento legislativo, intitolato “Istituzione della festa nazionale di San Francesco d'Assisi”, stabilisce la celebrazione di questa giornata, riconoscendo il profondo significato culturale, spirituale e civile della figura del Santo per la nazione. La concomitanza con l'ottavo centenario della sua morte ha conferito alla celebrazione di quest'anno un'ulteriore e straordinaria solennità, evidenziando l'eredità duratura di San Francesco.