L'ufficio del premier israeliano Benyamin Netanyahu ha rilasciato una nota ufficiale da Tel Aviv il 17 ottobre 2026, alle ore 19:22, in merito alle notizie diffuse riguardanti presunte aggressioni a diplomatici europei. I fatti si sarebbero verificati in Giudea e Samaria, dove diplomatici sarebbero stati attaccati da individui israeliani a volto coperto. Il comunicato del premier invita alla massima cautela nel trarre conclusioni affrettate, sottolineando l'assoluta necessità di disporre di prove verificabili e inconfutabili prima di formulare giudizi definitivi.

La posizione espressa dall'ufficio di Netanyahu è chiara e ferma: “Qualsiasi atto di violenza contro i diplomatici è inaccettabile”. La nota prosegue con un'affermazione di principio fondamentale per il sistema giudiziario e l'informazione: “Più grave è l'accusa, maggiore deve essere il rigore nel richiedere prove inconfutabili”. Questo appello alla prudenza non è solo rivolto alle istituzioni, ma si estende all'opinione pubblica e ai giornalisti, ai quali viene chiesto di pretendere elementi concreti e verificabili. L'obiettivo è respingere voci non confermate e prevenire che accuse *ancora da dimostrare* si trasformino in una condanna collettiva, senza un adeguato processo di accertamento dei fatti.

L'episodio in questione, che coinvolge diplomatici europei e persone con il volto coperto, è stato collocato nella regione della Giudea e Samaria. L'ufficio del premier ribadisce l'importanza di una valutazione attenta delle informazioni disponibili, evitando di attribuire responsabilità, sia individuali che collettive, prima che gli accertamenti siano stati completati e abbiano fornito un quadro chiaro e inequivocabile degli eventi.

Dettagli sull'episodio e l'indagine in corso

Il caso specifico richiamato nella nota riguarda il villaggio di Taybeh, situato in Cisgiordania. L'ufficio del premier ha collegato le notizie diffuse a un presunto attacco contro diplomatici europei, confermando che la polizia israeliana ha avviato un'indagine approfondita.

L'obiettivo dell'inchiesta è stabilire con precisione i fatti accaduti e identificare eventuali responsabili di tali azioni.

La ricostruzione preliminare, citata dall'ufficio del premier, evidenzia che i diplomatici coinvolti sono entrati in un'area considerata *sensibile e storicamente teatro di confronti*, senza aver preventivamente coordinato la loro presenza con le Forze di Difesa Israeliane (IDF). Tra i membri del gruppo è stata segnalata anche la presenza di Bernard Baudoux, sindaco del Partito Comunista Francese e noto sostenitore della causa palestinese, un dettaglio che aggiunge complessità al contesto dell'incidente.

La nota fa riferimento a diverse immagini che circolano, alcune delle quali mostrano individui mascherati che si avvicinano a un veicolo diplomatico.

Altre fotografie documentano un finestrino rotto e una persona a terra. Tuttavia, l'ufficio del premier sottolinea con forza che queste immagini, *prese singolarmente*, non sono sufficienti a ricostruire l'intera sequenza degli eventi né a stabilire con certezza la responsabilità individuale. Per questo motivo, la valutazione definitiva dell'accaduto rimane strettamente legata all'esito dell'indagine di polizia, che è indicata come l'unico strumento valido e imparziale per accertare la verità dei fatti e individuare chi abbia effettivamente avuto un ruolo nell'episodio.