L'Assemblea Capitolina ha dato il via libera, il 1° ottobre 2026, alla nuova mappa dei quartieri di Roma, un aggiornamento atteso da quasi mezzo secolo. Questo provvedimento ridisegna la rappresentazione territoriale della Capitale, introducendo una suddivisione più dettagliata che comprende 334 quartieri urbani, mantenendo i 22 rioni storici e definendo 101 zone funzionali. L'approvazione conclude un lungo e articolato percorso, frutto di una combinazione di ricerca scientifica e profonda partecipazione civica, che ha visto il coinvolgimento attivo di Municipi, Università, Istat, oltre a numerose associazioni, comitati di quartiere e la cittadinanza stessa.
Il sindaco Roberto Gualtieri ha sottolineato l'importanza di questa iniziativa, definendola una 'nuova geografia per una città che cambia', dopo quasi cinquant'anni. Gualtieri ha chiarito che la nuova mappatura non intende creare nuovi livelli amministrativi, bensì offrire uno strumento essenziale per una conoscenza più approfondita dei territori. L'obiettivo primario è migliorare la programmazione degli interventi, ottimizzare la distribuzione di servizi e risorse, e rafforzare concretamente le politiche di prossimità, rendendo l'amministrazione più vicina alle esigenze dei cittadini.
Un percorso di quattro anni tra scienza e partecipazione
Il lavoro che ha condotto all'approvazione in Assemblea Capitolina è durato oltre quattro anni, come evidenziato da Andrea Catarci, responsabile dell'Ufficio di Scopo Quartieri e Partecipazione di Roma Capitale.
Questo vasto progetto ha coinvolto attivamente i Municipi, le principali Università romane – Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre – l'Istat, gli uffici comunali, e un'ampia rete di comitati di quartiere, associazioni e cittadini. Catarci ha rimarcato come questa mappatura non sia stata un mero esercizio tecnico-scientifico, ma un processo costruito anche attraverso un costante dialogo e ascolto dei territori, valorizzando il contributo delle comunità.
La presidente dell'Assemblea Capitolina, Svetlana Celli, ha interpretato il voto come un significativo riconoscimento delle identità dei quartieri e del prezioso contributo offerto dalle comunità locali nella definizione della nuova mappa. Parallelamente, il coordinatore scientifico del progetto, Salvatore Monni, ha sottolineato l'importanza strategica dei dati raccolti a livello di quartiere.
Questi dati rappresentano, a suo dire, uno strumento fondamentale per analizzare e comprendere con maggiore precisione le differenze e le disuguaglianze socio-economiche che caratterizzano il tessuto urbano della città.
Dalla proposta iniziale all'approvazione finale
Il percorso di ridefinizione territoriale aveva preso avvio in Campidoglio il 9 luglio 2026, con la presentazione di una delibera di Giunta destinata all'esame e al successivo voto dell'Assemblea Capitolina. In quella fase preliminare, la mappatura prevedeva un incremento significativo dei quartieri, passando dai 155 censiti nel 1977 a 332, mantenendo inalterato il numero dei 22 rioni. L'approvazione finale ha poi consolidato la nuova configurazione con i 334 quartieri urbani, i 22 rioni e le 101 zone funzionali, come stabilito dal provvedimento definitivo.