Una proposta di deliberazione alle Camere, mirata a ridefinire le norme sulle aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali, è stata presentata ad Ancona il 13 ottobre 2026. L'iniziativa, promossa dal capogruppo UdC Marche Luca Marconi, intende intervenire sulla legislazione nazionale introdotta con il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223. L'obiettivo dichiarato è quello di trovare un nuovo equilibrio tra la libertà d’impresa, le esigenze dei consumatori, la tutela dei lavoratori e la qualità della vita delle famiglie.
La proposta, che si rivolge specificamente agli esercizi commerciali, colloca al centro del dibattito il fondamentale tema del riposo festivo.
Il capogruppo Marconi ha formulato il punto politico cruciale dell'iniziativa attraverso una domanda retorica sul funzionamento e la logica del commercio nei giorni festivi. "Non si tratta di mettere in discussione la libertà d'impresa né di negare ai cittadini la possibilità di acquistare quando ne hanno necessità", ha sottolineato Marconi, "ma di chiederci se ogni giorno dell'anno debba essere considerato indistintamente un normale giorno di attività commerciale e se l'apertura festiva debba essere la regola anziché l'eccezione".
Limiti alle aperture e festività escluse
Il cuore della proposta è l'introduzione di un limite massimo di 12 giornate di apertura domenicale e festiva nell’arco dell’anno.
Il testo prevede l'esclusione dalle aperture di alcune delle principali festività civili e religiose, tra cui Capodanno, Epifania, Pasqua, Lunedì dell’Angelo, Festa della Liberazione, Festa del Lavoro, Festa della Repubblica, Ferragosto, Ognissanti, Immacolata Concezione, Natale e Santo Stefano. È comunque prevista la garanzia delle aperture per tutte quelle attività il cui funzionamento nei giorni festivi è ritenuto indispensabile per soddisfare primarie esigenze di salute, sicurezza e ordine pubblico.
La proposta attribuisce un ruolo significativo nella programmazione a Regioni e Comuni. Le Regioni sarebbero chiamate ad adottare un piano triennale, coinvolgendo attivamente le associazioni degli operatori commerciali, i sindacati e le associazioni dei consumatori.
I Comuni, invece, avrebbero il compito di individuare annualmente le specifiche giornate di apertura, tenendo conto delle peculiarità economiche e sociali dei territori, delle necessità dei residenti, del commercio di vicinato e della vocazione turistica locale, al fine di garantire una pianificazione mirata e sostenibile.
Il contesto normativo: il decreto-legge del 2006
La proposta di deliberazione interviene sul decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, un provvedimento normativo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 153 del 4 luglio 2006. Questo decreto ha stabilito la normativa nazionale vigente in materia di liberalizzazione delle aperture, e la nuova iniziativa si propone di modificarla, suggerendo un ritorno a una maggiore regolamentazione delle aperture domenicali e festive per bilanciare meglio i diversi interessi in gioco.