Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, ha ribadito la necessità di una revisione del reddito di cittadinanza, sottolineando come la misura debba essere ripensata alla luce dell'esperienza maturata. L'obiettivo primario, come dichiarato dal leader pentastellato il 3 novembre 2026 a Roma, è renderla davvero utile per chi si trova in una condizione di reale e comprovata difficoltà.

Conte ha evidenziato l'esistenza di proposte rielaborate per la misura, anticipando un confronto approfondito ai "tavoli" politici. Questa discussione programmatica mira a riconsiderare il sostegno alle persone in difficoltà, mantenendo il tema al centro dell'agenda politica del M5S.

L'Assegno di Inclusione e le Critiche

Nel suo intervento, Conte ha fermamente sostenuto che il reddito di cittadinanza non è stato abolito, ma ha semplicemente cambiato nome, diventando l'attuale assegno di inclusione. Attribuendo al governo il cambiamento della denominazione, ha accusato l'esecutivo di aver "fatto cassa sui poveri", collegando le risorse così ottenute a settori come i colossi delle armi, le aziende energetiche, le banche e le imprese assicurative.

La posizione espressa a Roma chiarisce che il tema non è affatto concluso, ma rappresenta una materia da rivedere con nuove proposte, basate sull'applicazione già sperimentata della misura. L'assegno di inclusione viene quindi inserito nel dibattito come un elemento di continuità e al contempo di modifica rispetto alla concezione originale del reddito.

Le Precedenti Dichiarazioni del Leader M5S

Già il 1 novembre 2026, durante la trasmissione "Accordi & Disaccordi" sul Nove, Conte aveva affrontato la questione del reddito di cittadinanza. In quell'occasione, aveva espresso chiaramente l'intenzione del Movimento 5 Stelle di reintrodurre la misura, proponendola come uno dei venti punti programmatici da discutere con gli altri leader del "campo largo" per la definizione di un programma politico comune.

Nell'intervento televisivo, Conte aveva anche menzionato un risparmio per lo Stato di circa 1 miliardo e 400 milioni di euro, cifra che, a suo dire, sarebbe stata generata dalla modifica della misura. Aveva inoltre richiamato l'attenzione sulla grave situazione della povertà in Italia, citando il dato di 13 milioni di cittadini in povertà assoluta.