La Farnesina è attivamente impegnata per ottenere il rilascio dei cittadini italiani fermati il 6 novembre 2026 dalle autorità israeliane. L'episodio si è verificato nei pressi del villaggio di Kafr Ni'ma, in Cisgiordania, dove il gruppo stava partecipando ad attività di sostegno ai contadini palestinesi durante la raccolta delle olive. La notizia del fermo, che ha coinvolto diversi volontari internazionali, è stata diffusa a Roma alle 14:29.

Tra le persone fermate vi sarebbero quattro attivisti e two giornalisti italiani. Le verifiche definitive su numero e identità dei connazionali sono tuttora in corso.

Il Ministero degli Esteri ha attivato l'intervento consolare con l'obiettivo di ottenere il loro rilascio e chiarire le circostanze del fermo avvenuto nell'area del villaggio cisgiordano.

L'azione diplomatica italiana

L'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv e il Consolato Generale d'Italia a Gerusalemme sono intervenuti presso le autorità israeliane. Le richieste riguardano l'immediato rilascio dei connazionali, chiarimenti sul fermo e la necessaria assistenza consolare. L'azione diplomatica mira a tutelare i fermati e a raccogliere informazioni su numero e identità.

Attualmente, il gruppo si trova presso la stazione di polizia di Modi'in Illit. Nella mattinata del 7 novembre 2026 è previsto il trasferimento al centro dell'aeroporto Ben Gurion, una struttura per stranieri in attesa di rimpatrio.

Questo trasferimento segna l'avvio delle procedure di espulsione, che dovrebbero avvenire con i primi voli disponibili.

Il contesto della raccolta delle olive in Cisgiordania

La stagione della raccolta delle olive in Cisgiordania per il 2026 è iniziata ufficialmente il 15 ottobre. Tra il 1° settembre e il 19 ottobre 2026 sono stati documentati 272 attacchi di coloni collegati alla raccolta, con un palestinese morto, 200 feriti e danni a oltre 3.200 alberi e piantine di ulivo. Questo dato supera il totale registrato nelle intere stagioni di raccolta del 2024 e del 2025, che contavano rispettivamente 224 e 185 attacchi. La vicenda dei cittadini italiani si inserisce in questo quadro di crescente tensione.