Il 1 novembre 2026, a Tel Aviv, il giudice Noam Solberg, presidente della Commissione elettorale israeliana, ha dichiarato la regolare conduzione delle elezioni per la 26ma Knesset. La sua dichiarazione è stata diffusa tramite un video, nel quale Solberg è apparso al fianco del capo dello Shin Bet, David Zini, e della procuratrice generale, Gali Baharav-Miara. La comunicazione si inserisce nel quadro di indagini su una presunta ingerenza straniera, mirata a influenzare l'affluenza degli elettori arabi alle urne.
Solberg ha affermato con chiarezza che “I risultati riflettono la volontà degli elettori” e che le eventuali irregolarità sono sotto esame.
Ha precisato che, anche se i sospetti di ingerenza fossero confermati, “ciò non pregiudica la correttezza delle elezioni né i risultati nel loro complesso”. Questa posizione distingue l'esame delle singole anomalie dalla validità generale dell'esito elettorale.
La posizione congiunta di Shin Bet e Procura Generale
La presenza di David Zini e Gali Baharav-Miara accanto a Solberg ha enfatizzato la serietà delle verifiche in corso sui sospetti di influenza esterna. Il giudice ha definito i sospetti “gravi”, promettendo un chiarimento “fino in fondo”. Tuttavia, ha ribadito che il materiale disponibile non compromette i risultati elettorali complessivi, mantenendo la fiducia nell'integrità del processo.
Le indagini si concentrano su finanziamenti esteri volti a incidere sul processo elettorale. Solberg ha chiarito che tali elementi restano “sospetti” e che, per contestare i risultati delle elezioni, occorrono “prove solide”. La procedura di verifica prosegue attivamente con la procuratrice generale e gli organismi competenti, mentre il procedimento elettorale continua il suo corso.
Verifiche approfondite e contesto politico
Per un'indagine esaustiva, è prevista la costituzione di un gruppo di lavoro congiunto, composto da rappresentanti dello Shin Bet, della polizia israeliana e della procura. L'obiettivo è accertare con precisione tutti i fatti e le circostanze relative ai sospetti di ingerenza, garantendo trasparenza e rigore nell'applicazione della legge.