Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha visitato l’8 novembre 2026 la sala cyber della Farnesina a Roma, in seguito alle minacce attribuite a hacker filorussi del gruppo Noname. Durante la visita, Tajani ha collegato l’incidente a una strategia di guerra ibrida che mira a colpire i sistemi democratici, affermando: “La guerra ibrida colpisce il sistema democratico”. Ha sottolineato l’urgenza di una reazione sul piano tecnologico e di un segnale forte di unità d’intenti tra i Paesi democratici, proponendo che il G7 affronti il tema delle minacce ibride e dei cyberattacchi contro le infrastrutture critiche in Europa nella prossima riunione dei ministri degli Esteri, per definire una risposta coordinata.

La Visita alla Sala Cyber e il Ruolo del G7

La visita di Tajani alla sala cyber della Farnesina è stata una diretta conseguenza delle minacce informatiche attribuite agli hacker filorussi di Noname. L’episodio ha evidenziato l’importanza di una risposta istituzionale ferma di fronte a una minaccia che intacca la sicurezza informatica e la protezione delle istituzioni democratiche. Il ministro ha sollecitato una reazione tecnologica robusta e una posizione comune tra i Paesi democratici, con un chiaro riferimento alla necessità di un confronto specifico in sede G7 per rafforzare la cooperazione internazionale contro le minacce ibride e gli attacchi informatici alle infrastrutture critiche europee.

Minacce Personali e Solidarietà Istituzionale

Questi eventi si inseriscono in un quadro di crescenti minacce informatiche. Il giorno precedente, Tajani aveva rivelato che i suoi dati personali erano stati diffusi sul dark web da hacker da lui definiti filorussi. L’attacco è stato collegato al fermo sostegno del governo italiano all’Ucraina. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso piena solidarietà al ministro, definendo la vendita di informazioni riservate su funzionari pubblici una questione di grave preoccupazione. Il materiale individuato nel dark web includeva una foto di Tajani in una lista di diciotto persone identificate come ostili.