Nella mattinata di giovedì scorso, verso mezzogiorno, l'autista dell'autobus della Linea 20, giunto in via Emanuele Carnevale, a Roma ha dovuto fermare il mezzo che stava conducendo, a causa di un guasto. L'uomo è immediatamente intervenuto per cercare di risolvere l'avaria, ma è stato vittima dell'aggressività e della prepotenza di un passeggero, che dopo avergli intimato di sistemare il mezzo - come se l'autista avesse la bacchetta magica - ha inveito contro di lui, dandogli dei pugni, brandendo contro il malcapitato autista persino una bottiglia di vetro rotta. A quel punto è intervenuto un passante, che ha assistito alla scena, e ha puntato la pistola alla tempia dell'aggressore, che si è dileguato.

L'aggressione all'autista

Il passeggero, un uomo di colore non identificato, quando l'autobus si è fermato, a causa di un guasto, ha pensato di inveire contro l'autista, gridandogli di "far ripartire l'autobus" e arrivando a percuoterlo, con un pugno al volto. Poi l'uomo è sceso in strada, dove ha rotto una bottiglia di vetro, per brandirne i cocci come un coltello. Alla scena ha assistito un automobilista, un uomo, descritto come "completamente tatuato", che ha fermato la macchina e ha deciso di intervenire.

L'intervento armato del passante

L'anonimo automobilista è sceso dalla macchina, si è recato dall'aggressore, e gli ha puntato la pistola alla tempia, al che l'esagitato ha lasciato cadere a terra l'arma che aveva ricavato dalla bottiglia rotta, e si è dileguato.

I migliori video del giorno

L'anonimo giustiziere ha riposto la rivoltella, è risalito nella sua auto, ed è ripartito per la sua strada. 

Pochi minuti dopo l'arrivo della Polizia

Pochi minuti dopo, è giunta sul posto una volante della Polizia, di cui avevano richiesto l'intervento i passeggeri dell'autobus. Gli agenti hanno ascoltato i testimoni e fatto alcuni rilevamenti, ma sia l'aggressore che il giustiziere si erano dileguati da diversi minuti, e al momento, sono rimasti anonimi.

Il "giustiziere" è sotto indagine

Le forze dell'ordine stanno lavorando per dare un nome ed un volto sia all'aggressore, che all'uomo che è intervenuto a difesa dell'autista. La condotta dell'improvvisato giustiziere è ritenuta illecita, nonostante sia intervenuto a difesa dell'autista, inoltre gli inquirenti ipotizzano che l'arma da fuoco fosse detenuta illegalmente, in quanto se non fosse stato così, probabilmente, sostengono, avrebbe atteso l'arrivo delle forze dell'ordine.