Commercianti di Bracciano in serrata oggi dalle 18 alle 18.15 per esprimere solidarietà alla famiglia di Marco Vannini dopo la sentenza che ha ridotto a 5 anni la pena nei confronti di Antonio Ciontoli, il suocero del ragazzo ferito a morte nel villino della fidanzata il 17 maggio 2015.

Vannini: solidarietà doverosa

“Non si può fare finta di niente” dicono i commercianti e la solidarietà ai Vannini è considerato un gesto doveroso nei confronti in particolare della mamma del ragazzo, Marina Conte che si è sempre spesa per il bene degli altri.

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I commercianti di Bracciano, almeno quelli del centro urbano, tireranno giù le serrande ed esporranno una candela unendosi simbolicamente al forte dolore che la famiglia sta provando in queste ore. Si uniscono in questo modo alla protesta che nelle stesse ore coinvolgerà anche i negozi di Cerveteri e Ladispoli. Forte intanto lo sdegno per quella che viene considerata una sentenza scandalo accolta con estrema indignazione dai familiari del ragazzo ucciso.

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Vannini: no al reintegro di Antonio Ciontoli

Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta nell’esprimere solidarietà alla famiglia di Marco, ha espressamente dichiarato che fin quando lei sarà alla guida del dicastero si opporrà al reintegro nei ranghi militari di Antonio Ciontoli, sottufficiale di marina. Stanno riscuotendo inoltre un grande riscontro varie petizioni on line con le quali si chiede soprattutto la revisione del processo.

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Cronaca Nera

In particolare quella lanciata a poche ore dalla lettura della sentenza shock da Margherita Runchina ha raggiunto in queste ore oltre 176mila adesioni. Moltissimi i commenti di sdegno.

Il ministro della giustizia Bonafede ha commentato la frase detta dal giudice in risposta allo sdegno dei familiari nel corso della lettura dell’udienza e ha annunciato accertamenti. Il caso quindi per moltissimi cittadini non può dirsi assolutamente chiuso.

Molti gli aspetti sui quali fare ancora chiarezza. A partire dalle esatte dinamiche del fatto. Marco poteva essere salvato, questo è un dato certo. Cinque anni di condanna ad Antonio Ciontoli per omicidio colposo secondo la pubblica opinione non rendono giustizia. Marina Conte, la mamma intervistata in queste ore in varie trasmissioni televisive, non ha peli sulla lingua e parla di qualcuno che protegge la famiglia Ciontoli e punta il dito sui servizi segreti.

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E la protesta "non in mio nome", affianco dei familiari di Marco, è destinata a non scemare.

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