L'interruzione di una vita genera sempre sofferenza e dolore, figuriamoci se si tratta di esistenze innocenti che si erano appena affacciate in questo mondo. La Francia in queste ore è stata scossa da un'immane tragedia, che ha ucciso tre neonati, nati prematuri, a causa di un batterio killer sconosciuto.

Chloé, Theo e Milie hanno contratto nell'ospedale di Chambery (sud-est della Francia) un tipo di enderobatterio sconosciuto, "di una specie mai descritta finora e che non ha ancora un nome", si legge sul rapporto dei test effettuati dall'Istituto Pasteur di Parigi.

Un quarto neonato è stato salvato in extremis, ma i contorni misteriosi della vicenda stanno alimentando una certa psicosi ed indignazione in Francia. Il batterio killer, infatti, si era annidato nelle sacche per l'alimentazione endovenosa dei neonati. La procura di Marsiglia ha subito aperto un'indagine per omicidio colposo e, contestualmente, le autorità sanitarie transalpine hanno disposto il sequestro di ben 137 sacche in 7 ospedali, provenienti dallo stesso laboratorio che ha prodotto le sacche incriminate, il 'Marinette' di Courseulles-sur-Mer, in Bretagna.

Il Ministro della Sanità, Marisol Touraine ha anche imposto la sospensione di tutte le attività del laboratorio coinvolto che, pur confermando di aver prodotto le sacche killer, ha annunciato tramite il proprio legale di voler far ricorso avverso la decisione del ministro francese. Proprio questo aspetto, oltre alla perdita di tre giovanissime vite, ha suscitato un profondo senso di indignazione tra la popolazione francese.