Si riaccende il dibattito per la legalizzazione della cannabis dopo le affermazioni di Umberto Veronesi. Da una parte i sostenitori della legalizzazione dalla sostanza stupefacente e dall'altra i proibizionisti: "senza divieti si diffonde il consumo e la malavita".



"È arrivato il momento di superare le barriere ideologiche e ammettere che proibire non serve a ridurre il consumo", sono queste le parole del famoso chirurgo Umberto Veronesi dopo la sentenza della consulta che ha dichiarato incostituzionale la Fini-Giovanardi che pone sullo stesso livello droghe leggere e droghe pesanti.

Oggetto delle affermazioni dell'oncologo è la sostanza in uso terapeutico.

Molte regioni hanno già reso disponibile la cannabis per uso medico e sarebbe ingiusto negare gli effetti antidolorifici della sua assunzione ai pazienti. Il dolore per Veronesi annulla la dignità umana e la voglia di combattere. Sul piano economico-sociale la possibilità di legalizzare la cannabis non contribuirebbe ad aumentarne il consumo, ma a sottrarre alla malavita i proventi dell'azione illecita di vendita, come più volte è stato evidenziato anche dall'autore Roberto Saviano.

"Sì alla produzione e commercializzazione a carico dello Stato, con adeguata tassazione, limiti e vincoli" afferma Luigi Manconi (Pd).

D'altronde sono presenti in commercio sostanze il cui uso è stato dimostrato avere effetti negativi sulla Salute molto più gravi rispetto a quelli provocati dal consumo di cannabis. Al centro delle preoccupazioni delle istituzioni vi è la possibilità che al consumo di cannabis individuata come droga leggera, consegua quelle di droghe pesanti.