Oggi più che mai lo studio e l'analisi di questa malattia diventa di fondamentale importanza visti gli enormi flussi migratori di persone provenienti dalle zone più povere dell'Africa che cercano un posto migliore per la loro vita nella speranza di migliore il proprio tenore di vita. Il Mycobacterium tuberculosis è l'agente eziologico di questa malattia, un bacillo scoperto da Roberto Koch nel 1882. Molte persone sono portatori sani, ovvero non presentano clinicamente la malattia ma è asintomatica, questa però, tende a sfociare in malattia clinicamente manifesta col passare degli anni.
Si guarisce però, ben l'80% delle persone infette può guarire attraverso una terapia a base prevalentemente di isoniazide, rifampcina, pirazinamide ed etambutolo somministrati sinergicamente anche se perlopiù dei casi esistono ceppi MDR (Multiples Drug Resistance) che non presentano netta sensibilità ai suddetti farmaci e quindi è opportuno andare a rivedere il cosiddetto antibiogramma.
E' facilmente riscontrabile tramite intradermoreazione con tubercolina ed esistono tre diversi esami qualora vi sia un sospetto clinico di tubercolosi: esame microscopico; esame colturale; esame molecolare mediante prova biologica. L'infezione riguarda le vie aree profonde, si trasmette prevalentemente per via aerogena e il nostro organismo reagisce all'infezione stimolando l'immunità cellulo-mediata.
Inizialmente porta alla formazione di un complesso primario quiescente ma vitale che può progredire nei futuri anni con formazione di granulomi. La successiva colliquazione può consentire il passaggio di micobatteri nel sangue o nell'albero bronchiale provocando una disseminazione dell'infezione (tubercolosi miliare) che a sua volta può essere trasmessa sempre per via aerogena.