Ebola arriva nel vecchio continente, per la precisione in Spagna, e aumenta la paura. Per ora un solo caso accertato, due sospetti e un altro escluso dopo il risultato negativo delle analisi. Il giorno seguente la notizia di un contagio di Teresa, un'infermiera della città di Alcorcòn, è un rincorrersi di bollettini medici, spiegazioni, ansia e denunce politiche. La donna non sembrerebbe in pericolo di vita, ma c'è massima allerta, soprattutto per il marito che ha avuto più contatti ravvicinati. Proprio qui sta il nocciolo del problema. Cosa si intende per contatto diretto?

A seguito delle dichiarazioni della direttrice dll'OMS ( l'Organizzazione Mondiale della Sanità), Zsuzsanna Jakab, la quale vede 'inevitabili nuovi casi di contagio nel vecchio continente', la paura cresce, e un approfondimento della malattia risulta necessario.

Partiamo da poche certezze, ma solide: finché l'Ebola non si manifesta il malato non è contagioso. Il virus non si trasmette con la facilità di un raffreddore, bensì esso è contagioso solo attraverso i liquidi biologici. Dunque saliva, vomito, sangue, feci. In pratica, non si corrono grossi pericoli se siamo in un mezzo pubblico, o su un aereo e poco più in là qualcuno ha contratto il virus. A rischio maggiore sono ovviamente le coppie e chi vive insieme.

Un'altra domanda che molti si pongono è: quali sono i sintomi? All'inizio sono comuni con altri tipi di malattie. I malati accusano febbre, mal di testa e dolori. Dopo, compaiono sintomi gastrointestinali, diarrea, il malato tende a perdere liquidi e in casi più gravi, e qui la situazione si aggrava dal punto di vista della sopravvivenza, si presentano emorragie interne.

Per la guarigione la cosa più importante è la tempestività, infatti prima si interviene e maggiori sono le possibilità di una completa ripresa. L'importante è controllare chi arriva dai paesi dove è in corso l'epidemia; gli esperti raccontano di un sistema sanitario italiano pronto. Come ha confermato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, 'da noi i centri per le malattie infettive sono ottimi'. Urge comunque un intervento chiaro e deciso dell'Unione Europea. Vietato sottovalutare la situazione.