Anche i più piccoli sono colti da disturbi alimentari, chenon è facile riconoscere. Spesso i genitori credono che loro faccianosemplicemente dei capricci, ma in realtà sono soggetti a fastidioseintolleranze. Le patologie legate all'alimentazione si manifestano già apartire dagli otto anni e possono insorgere di frequente anche fino ai 17 anni.I pediatri hanno lanciato un vero allarme al settantunesimo Congresso dellaSocietà Italiana di Pediatria, che dedica una sessione a questo tema.Suggerendo altresì ai genitori quali siano gli indizi da individuare.

Gli indizi da cogliere, soprattutto psicologici

Sembrerà strano, ma i primi indizi sono proprio sociali:ansia, tendenza a chiudersi in se stessi, a frequentare al massimo una solapersona. Poi ci sono tendenze all'autolesionismo, come procurarsi ferite allebraccia. In sei casi su dieci i disturbi alimentari sono accompagnati da apatologie psichiatriche come depressione e attacchi di panico. E ancora, bisogna allarmarsi quando il bambino ol'adolescente tende a ridurre il cibo che deve mangiare in pezzi molto piccoli, mangia moltolentamente, esclude alcuni alimenti, è iperattivo, beve molta acqua, va spessoin bagno, soprattutto dopo aver mangiato. In sette casi su dieci di anoressia, lapresenza di eventi traumatici ècollegata all'esordio precoce di tali patologie in tre casi su dieci.

I numeri del problema

Nel nostro Paese si contano circa due milioni di giovaniinteressati da questi disturbi, anche se la metà solo in modo parziale e in seicasi su dieci i disturbi si presentano tra i quindici e i diciannove anni. Purtroppo solo unragazzino su dieci chiede aiuto o parla con i genitori dei suoi disagi.

Di quiil ruolo fondamentale del genitore come sentinella. Guarire è possibile: la guarigione a cinque anni dall'insorgere dell'anoressia è di quasi il sessantasette percento controil quarantacinque percento della bulimia (fenomeno alimentare opposto alla prima). Ma bisogna agire il più in frettapossibile, prima che la persona sofferente entri in un tunnel senza luce.