Sono stati appena diffusi dal ministero per le Politiche agricole i dati relativi all’anno 2015 del settore biologico, i quali confermano il trend positivo degli anni precedenti.Le vendite al consumatore finale hanno avuto una crescita del 20%, così come la superficie coltivata in modo bio o in conversione è aumentata dell’1% rispetto all’anno precedente, con una crescita di 104.000 ettari, arrivando a toccare 1,5 milioni di ettari, pari al 12% della superficie agricola utilizzata.

Un fattore dovuto anche alla crescita degli operatori del settore, che hanno superato le 60.000 unità, contro i 55.400 del 2014.Di conseguenza sono cresciute notevolmente anche le maestranze, aumentando l’occupazione nel settore del biologico e biodinamico dell’8,2%.

Superati i dubbi dei primi anni

Dopo anni di incertezze e dubbi su alimentazione bio o non bio, ecco che arriva dai consumi la risposta; la domanda sta cambiando e se la spesa alimentare nel nostro Paese risente ancora della crisi economica che imperversa da quasi dieci anni, oscillando tuttora tra la stasi e la flessione, i recenti dati forniti da Ismea-Nielsel certificano che le vendite del bio nel 2015 sono cresciute del 20% rispetto al 2014, aumentando ulteriormente del + 20,6% nel primo semestre del 2016.

Nelle annate precedenti i picchi di consumo relativi ai prodotti biologici si verificavano quando scoppiavano scandali alimentari oppure quando ne parlavano certi Vip; oggi le scelte dei consumatori hanno costretto anche quasi tutte le grandi catene dei supermercati a dotarsi di scaffali appositi per i prodotti biologici confezionati.

Come per ogni prodotto che incontra il successo ed il gradimento del pubblico e dei consumatori, per il settore del biologico, secondo l’AIAB, l’Associazione tra i produttori di questo comparto, è arrivato il momento di rafforzare la crescita.

Si richiedono più controlli

Infatti l’AIAB chiede più controlli per tutelare gli agricoltori e i consumatori,più fondi alla ricerca,sostegno alla formazione per avere operatori maggiormente competenti, sia per il comparto dei prodotti vegetali che per quelli dell' allevamento.

Infatti sono in aumento costante i terreni in riconversione dedicati al pascolo seguendo le regole del biologico o del biodinamico, con una crescita del 19,6% del numero di bovini, del 18,2% per il pollame, dell'8,8% dei caprini; causa e conseguenza l’aumentata richiesta di prodotti bio derivati dal latte.

Dal ministero delle Politiche Agricole fanno sapere che al più presto partirà un investimento di 1,5 miliardi di euro, per offrire al biologico le risorse di cui ha bisogno per continuare a crescere, oltre che per incrementare i controlli contro il finto biologico.