Cosa accade nel nostro cervello quando lasciamo la mente libera di ricordare o immaginare eventi gioiosi, tristi, divertenti oppure paurosi? Ed è possibile leggere gli stati emotivi di una persona tramite la registrazione dell'attività cerebrale? Ineuroscienziati della prestigiosa Duke University, negli USA, sono riusciti a fotografare le mappe cerebrali corrispondenti agli stati emotivi percepiti da un essere umano quando la mente è libera di passare da un pensiero a un altro. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Plos Biology.

L'fMRI e la geografia delle emozioni

Negli ultimi anni, numerosi studi dirisonanza magnetica funzionale, per brevità fMRI, hanno permesso di visualizzare l'attività del cervello umano quando decide di muovere una parte del corpo, quando ricorda oppure quando deve distinguere due immagini visive diverse.

In questo modo, è emersa chiaramente una sorta di geografia della mente. In altre parole, a ogniattività mentale corrisponde l'accensione di alcune aree corticali e non di altre. Ad esempio,la percezione di volti umani attiva specifici insiemidi aree corticali, mentre lapresentazione di oggetti ne attivaaltri.

Non solo, ma l'informazione contenuta in tali mappedi attivazione corticalepuò essere utilizzata peristruirealgoritmi di analisi capaci di leggere e prevederei contenutimentali di una persona e che, per questo motivo, sono chiamati algoritmidi mind-reading ("lettura della mente").

Allo stesso modo, sono stati sviluppati algoritmidi mind-reading in grado di classificare le mappe diattività corticalecorrispondenti a emozioni elementari ben definite come tristezza o gioia ottenute a seguito di appropriate stimolazioni visive o acustiche.

Leemozioni nella mente libera di vagare

"In uno studio precedente abbiamo identificatole mappe di attività corticale corrispondenti a sei stati emotivielementari" spiega Kevin LaBar, a capo del gruppo di ricercatori americani "ovvero gioia, divertimento, paura, rabbia, sorpresa e tristezza evocati da precisi stimoli sensoriali".

Cosa accade, però, quando la mente viene lasciata a briglia sciolta?"A tal proposito ci siamo chiesti" continua a spiegare Kevin LaBar "se gli algoritmi di mind-readingpotessero riconoscere gli stati emotivi generati dalla mente in assenza di stimoli sensorialie, dunque, quando il pensiero è libero di vagare".

Questa volta, ineuroscienziati americani hanno sottoposto a fMRI un gruppo di circa venti volontari ai quali è stato chiestodi lasciare la propria mente libera di immaginare e ricordare. Ogni trenta secondi, inoltre, ai partecipanti veniva somministrato un questionario che serviva a descrivere il loro stato emotivo.

"Con nostra grande sorpresa" aggiunge Kevin LaBar "l'algoritmo di mind-reading da noi utilizzato è stato in grado di prevedere lo stato emotivo dichiarato dal soggetto con dieci secondi di anticipo, riconoscendole mappe di attivazione cerebrale delineatein precedenza e corrispondenti alle sei emozioni elementari".

"Infine" conclude LaBar "in un secondo gruppo di quasi500 soggetti sottoposti a fMRI l'algoritmo è stato in grado di rilevare una maggior frequenza di attivazione dellemappecorticali corrispondenti alla tristezza in persone tendenti alla depressione e di mappecorticali corrispondenti alla paurain persone tendenti all'ansia".

L'approccio dei neuroscienziati americani potrebbe essere di grande aiuto, in futuro, per meglio comprenderei meccanismi nervosi alla base delle emozioni e di gravi patologiepsichiatriche, come l'ansia, la depressione e il disturbo bipolare.

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