Quante volte avete sentito dire che bere otto bicchieri d'acqua al giorno consente di avere un'adeguata idratazione e, dunque, permette di restare in buona Salute? Se già si sospettava che il legame fosse infondato, è stato finalmente rilevato il meccanismo che regola l'assunzione di liquidi nel corpo umano e ci impedisce di bere troppo. Bere in modo eccessivo può, infatti, causare intossicazione e rivelarsi letale.

L'incapacità di interpretare correttamente i dati

Prima di vedere, in dettaglio, che cosa afferma l'articolo pubblicato il 7 ottobre 2016 nei Proceedings of the National Academy of Sciences è opportuno ricordare l'origine di queste credenze. Nel 1945 il Food and Nutrition Board of the National Research Council pubblicò una valutazione meramente statistica della relazione tra salute e quantità di liquidi nell'organismo.Il rapporto diceva che un essere umano dovrebbe bere all'incirca due litri e mezzo di acqua, quantità pari ai famigerati otto bicchieri (ossia 330 ml).

Questo consentirebbe un'idratazione ottimale. Gli otto bicchieri sono però solo una stima di natura statistica, poiché il rapporto stesso tiene conto dei liquidi assunti mediante il cibo. Già da questo si può comprendere come gli otto bicchieri siano una conclusione fantasiosa derivante da errori metodologici nell'interpretazione delle premesse del ragionamento.A chi si deve la “brillante idea”? È stato Fredrick J.

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Stare, un nutrizionista americano, teorico delle diete volumetriche, a porre l'accento sugli otto bicchieri; tanto le diete quanto la quantità d'acqua prevista non hanno alcuna base scientifica. Concentriamoci sulla quantità di acqua e sul suo legame con la salute.

L'inibizione alla deglutizione

Uno studio condotto in Australia presso la Monash University, in collaborazione con l'Università di Melbourne, ha dimostrato che il nostro cervello attiva un meccanismo chiamato inibizione alla deglutizione (swallowing inhibition) non appena viene consumata una quantità di liquidi in eccesso, contribuendo a mantenere volumi ben calibrati di acqua nel corpo.

Il set sperimentale prevedeva la costituzione di gruppi di persone a cui veniva chiesto di calcolare la quantità di sforzo richiesta per bere un determinato quantitativo d'acqua a due condizioni: se assetati, dopo un esercizio, e se persuasi a bere continuamente acqua anche senza sentirne il bisogno.Tutti i casi del secondo tipo mostrano l'inibizione del riflesso della deglutizione una volta raggiunta la soglia di liquidi utile all'organismo.

Successivamente, utilizzando la risonanza magnetica funzionale (fMRI), i ricercatori hanno misurato l'attività in varie parti del cervello, concentrandosi sul breve periodo, ossia negli istanti che precedono la deglutizione.

La fMRI ha mostrato che l'area prefrontale destra del cervello era molto più attiva quando i partecipanti stavano cercando di bere con molto sforzo, suggerendo che proprio in quelle zone della corteccia frontale si localizza la funzione inibitoria.

Insomma, ormai è chiaro che bere troppa acqua fa male, mette in pericolo l'organismo esponendolo a intossicazione o iponatriemia (detta anche iposodiemia, uno scompenso elettrolitico che abbatte la concentrazione di sodio nel plasma). Letargia, nausea, convulsioni e il coma sono dietro l'angolo, quando il sodio si abbassa così sensibilmente.

Chiaramente resta ancora del lavoro da fare, visto che le persone anziane spesso non bevono abbastanza e può accadere che l'area prefrontale destra del cervello funzioni male, ad esempio, a causa di lesioni. In tutti questi casi resta ancora da capire in che modo si possa intervenire.

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