Non è certa una novità. Diversi studi, pubblicati in precedenza, avevamo già dimostrato un effetto della dieta mediterranea sul volume del cervello degli anziani. E’ noto infatti che, con l’avanzare degli anni, il cervello umano tende a perdere volume con implicazioni negative su apprendimento e memoria. Ora, dei ricercatori dell’Università di Edimburgo, hanno portato a termine uno studio su una coorte di settantenni scozzesi, monitorando nel tempo la loro dieta e controllando i cambiamenti del volume del loro cervello. Il gruppo che seguiva una dieta mediterranea, basata sul consumo di frutta, verdura, cereali, legumi e pesce, moderata quantità di alcol, poca carne e un equilibrato rapporto tra grassi saturi e grassi insaturi, dopo tre anni aveva un volume totale del cervello, della materia grigia nonché lo spessore corticale meglio conservato rispetto al gruppo che seguiva diete differenti.

La salute del cervello è il primo requisito per invecchiare bene

Oggi si vive più a lungo rispetto a quanto succedeva solo pochi decenni orsono. Ma tutti vorrebbero invecchiare restando possibilmente lucidi, e in una discreta forma fisica. Mentre per quest’ultimo aspetto, mantenere sotto controllo il proprio peso e fare una regolare attività fisica, può essere sufficiente, per mantenere la lucidità cerebrale non è altrettanto ovvio riuscirci facilmente.

Negli ultimi anni numerosi studi stanno dimostrano che la dieta può essere un fattore determinante nel contrastare il deterioramento della massa cerebrale nell’anziano. Un team di ricercatori dell’Università di Edimburgo, coordinati da Michelle Luciano, ha selezionato un migliaio di settantenni, metà uomini e metà donne, classe 1936, tutti nati nella regione Edimburgo, in Scozia.

Tutti i partecipanti erano stati sottoposti all’età di 11 anni ad un test di abilità mentale.

Individuati e selezionati tutti i soggetti della coorte, sono stati suddivisi in due gruppi (età circa 73 anni) e seguiti per tre anni. Sia all’inizio che alla fine dello studio (a 76 anni circa), tutti i partecipanti sono stati sottoposti ad una scansione del cranio allo scopo di misurare il volume del cervello, della materia grigia e lo spessore corticale.

Il risultato non lasciava dubbi: tutti coloro che seguivano una dieta mediterranea, basata sul consumo di frutta, verdura, cereali, legumi e pesce. Poca carne, poco alcol (10-50 g al giorno, per gli uomini, 5-25 g per le donne), e un giusto rapporto tra grassi saturi e insaturi, avevano meglio mantenuto le loro dimensioni cerebrali rispetto a coloro che seguivano altre diete.

Le motivazioni non sono ancora note ma, per il momento, il risultato – appena pubblicato su Neurology - sembra evidente.

Altri studi precedenti

A tavola si può fare la migliore prevenzione. A tutte le età. Ma con l’avanzare degli anni, il cervello tende a perdere peso e di conseguenza memoria e capacità di apprendimento. La dieta mediterranea è universalmente riconosciuta come una dieta sana. La stessa Unesco l’ha inserita tra i patrimoni culturali dell’umanità.

Nel 2015 uno studio pubblicato su JAMA aveva dimostrato che un consumo regolare di noci e dell’olio d’oliva poteva migliorare le funzioni cognitive, contrastando la perdita di neuroni e l’atrofia cerebrale che caratterizzano il processo di invecchiamento.

Nello stesso anno, sempre su Neurology, un team di ricercatori americani e greci, primo nome Yian Gu, studiando gli effetti della dieta mediterranea caratterizzata soprattutto da tanto pesce e poca carne, aveva calcolato che un regime alimentare di questo tipo portava ad una condizione di benessere paragonabile ad un ringiovanimento 5 anni.

Senza dare per scontato queste conclusioni, è del tutto evidente che abbiamo la fortuna di avere, nel nostro patrimonio culturale, una dieta sana, varia, e che ci aiuta ad invecchiare meglio. Seguiamola.