dormire ha diversi effetti benefici sul corpo, tra questi vi è anche quello scoperto da due ricercatori italiani che lavorano al Wisconsin Center for Sleep and Consciousness, USA, e pubblicato sulla rivista Science. Durante il sonno il cervello dimentica in modo intelligente secondo il fenomeno del pruding.

Alla ricerca dei due italiani che lavorano in USA ha contribuito anche Michele Bellesi dell'Università Politecnica delle Marche, i tre studiosi hanno scoperto che durante il sonno il cervello elimina i ricordi inutili appresi durante il giorno per fare spazio alle nuove esperienze che si avranno dal momento del risveglio.

Dormire per stare bene

Il sonno è oggetto di diversi studi sui diversi aspetti che riguardano il motivo per cui si cade privi di sensi per un massimo di 16 ore al giorno. Una recente ipotesi suggerisce che il sonno permette di eliminare proteine potenzialmente tossiche che si accumulano nel cervello durante il giorno. Altri studi hanno scoperto che se non si dorme abbastanza aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2, per non parlare di malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson.

La cosiddetta omeostasi sinaptica non è un'idea nuova, Cirelli e Tononi la ipotizzarono circa un decennio fa. Durante la fase di veglia il cervello apprende di continuo dall'ambiente, anche senza accorgersene, con un progressivo potenziamento delle sinapsi e conseguente dispendio energetico. Durante il sonno si ha l'effetto opposto, le sinapsi si riducono eliminando i ricordi e le esperienze inutili lasciando intatte quelle più grandi che contengono le informazioni importanti.

In questo modo i livelli energetici diventano sostenibili e si fa spazio a nuovi ricordi ed esperienze. Questa "potatura" serve anche a fissare i ricordi importanti e renderli più chiari. Ora i ricercatori sono riusciti ad ottenere la prova visiva del fenomeno grazie alla microscopia elettronica con scanning seriale 3-D realizzando il più grande database al mondo.

Il cervello durante il sonno: lo studio

Nel corso degli ultimi quattro anni, i biologi hanno analizzato strati cerebrali sottili da diversi gruppi di topi.

I gruppi erano divisi in topi che avevano dormito, altri erano tenuti svegli e intrattenuti con giocattoli, pochi altri erano svegli, ma non stimolati.

Gli scienziati hanno poi misurato la dimensione e la forma di 6.920 sinapsi attraverso centinaia di sezioni del cervello. I topi che avevano dormito contenevano sinapsi che erano il 18 per cento più piccole delle sinapsi nei topi svegli. Queste sinapsi con una connessione ridotta erano limitate a nervi con piccole spine dendritiche - sporgenze che contengono le informazioni della sinapsi.

In altre parole, all'apprendimento viene risparmiato il pruding (potatura).

Un secondo gruppo di biologi della Johns Hopkins University ha affrontato la questione da una diversa angolazione andando a confermare dal punto di vista biochimico quanto osservato dai biologi italiani.

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