In Italia circa un milione di individui deve convivere con le conseguenze di un ictus, che spesso conduce alla disabilità. Tuttavia, gli iter atti a fornire assistenza e riabilitazione sono attivi soltanto in sei delle nostre Regioni. Questo è quanto è emerso da uno studio condotto dalla A.L.I.Ce Italia Onlus e presentato nella Capitale nel corso di un convegno organizzato durante l'ultima giornata mondiale contro l'Ictus celebrata il 29 ottobre scorso.

Istituire un protocollo per gestire una situazione difficile

Nelle persone adulte l'ictus è la principale causa di disabilità e può generare una molteplicità di deficit a livello funzionale, che richiedono una riabilitazione differente a seconda del tipo di danno subito. Oltre alle paresi agli arti, più della metà dei pazienti presenta problemi alla vista e sono alte le percentuali anche di chi ha difficoltà nel respirare e deglutire, disturbi relativi al linguaggio e forme depressive.

Lo studio ha mostrato come i costi totali ammontino a 3,7 milioni di euro, dei quali un terzo necessari per il trattamento della fase più acuta e il resto è determinato dalla problematiche relative alla successiva disabilità. E non basta, perché a queste spese vanno aggiunte anche quelle affrontate dalle famiglie, senza considerare che quasi il 70% dei pazienti deve obbligatoriamente lasciare il lavoro.

Lo studio ha evidenziato come in Italia non sempre la riabilitazione venga avviata in modo tempestivo e portata avanti continuativamente e con piani riabilitativi individuali adattati al singolo, tanto che Nicoletta Reale, presidente di A.L.I.Ce Italia, ha sottolineato l'importanza di arrivare a stilare un protocollo uniforme da poter seguire.

Un approccio tempestivo e interdisciplinare per evitare l'invalidità permanente

Sicuramente negli ultimi tempi la situazione relativa al tasso di mortalità è migliorata, considerando che al momento, sui 200mila casi di ictus registrati su base annuale, l'80% delle volte il paziente riesce a sopravvivere.

Il problema, però, è che oltre un quarto delle persone colpite si ritrova a perdere l'autonomia, il che porta ad avere più sopravvissuti che necessitano di una riabilitazione tempestiva. Per uno stesso paziente, inoltre, spesso occorre un approccio interdisciplinare e Antonino Salvia, direttore sanitario della Fondazione Santa Lucia, ha spiegato come, in mancanza di una risposta idonea a queste necessità di neuroriabilitazione specializzata, i costi generali dall'ictus finiscano per tramutarsi dallo scopo di ridare l'autonomia al paziente alla gestione di un'invalidità che diventa permanente.

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