Una certa quantità di metalli tossici, tra cui il piombo, vengono rilasciati da alcune serpentine di riscaldamento delle sigarette elettroniche, contenenti nicotina. In particolare, la resistenza inserita in questi dispositivi per trasformare il liquido in vapore, rilascerebbe metalli tossici particolarmente dannosi per la Salute.

È quanto emerso da uno studio realizzato dagli scienziati della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, e pubblicato su "Environmental Health Perspectives" lo scorso 21 febbraio. La ricerca si è soffermata sul trasferimento di metalli dalla batteria di riscaldamento al liquido contenuto nel serbatoio della sigaretta elettronica, ed è risultato che un numero significativo di dispositivi genera aerosol con livelli potenzialmente pericolosi di piombo, cromo, manganese e/o nichel.

Presenti 15 metalli nell'aerosol, tra i quali cromo, nichel e piombo

Gli scienziati hanno testato la presenza di circa 15 metalli. Queste sostanze risultano minime all'interno dei dispensatori di ricarica, ma tendono ad aumentare quando il liquido viene a contatto con le serpentine di riscaldamento, situate all'interno dei serbatoi delle sigarette elettroniche. Così, alla fine del processo, l'aerosol risulta "arricchito" di livelli significativi di sostanze come cromo, nichel e piombo. Da questo risultato si evince che una quantità maggiore di metalli proviene quasi certamente dalle bobine. La contaminazione della sostanza, infatti, viene trasferita agli aerosol prodotti dal riscaldamento del liquido.

Tra i metalli presenti negli aerosol, gli scienziati hanno rinvenuto piombo, cromo, nichel e manganese che, se vengono inalati, risultano tossici. Dallo studio è emerso che quasi il 50% dei campioni di aerosol presentava concentrazioni di piombo superiori ai limiti di salute stabiliti dall'Agenzia per la protezione dell'ambiente americana.

Allo stesso modo, anche le quantità medie di aerosol di nichel, cromo e manganese hanno raggiunto o superato i limiti di sicurezza.

Inoltre, i livelli di nichel e cromo riscontrati nelle urine e nella saliva dei consumatori che si sono sottoposti agli esami, erano correlati a quelli rilevati nell'aerosol, confermando che costoro sono stati esposti a questi metalli.

L'inalazione cronica dei metalli trovati nell'aerosol può provocare il cancro

Si è giunti a queste conclusioni esaminando i dispositivi di sigarette elettroniche di proprietà di un campione di 56 fumatori. L'inalazione cronica di questi metalli può provocare danni polmonari, epatici, immunitari, cardiovascolari e cerebrali, e persino tumori. Tuttavia, gli scienziati hanno affermato che c'è ancora qualche aspetto da approfondire. Infatti, dagli esami si è constatato che, in oltre il 10% dei campioni, sono state trovate tracce importanti di arsenico, che già risulta presente nel liquido. Ad ogni modo, mentre la presenza dei metalli sopra citati è da ascrivere alla resistenza metallica, ad oggi risulta "misteriosa" quella del pericoloso arsenico.

In passato, anche in altre occasioni si era affermato che le e-cig non fossero completamente sicure. In seguito ad ulteriori studi è stato scoperto, attraverso dei test di tossicologia standard, che i liquidi delle sigarette elettroniche contengono aromi e altre sostanze chimiche che possono danneggiare le cellule. Tuttavia, la ricerca della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health risulta attualmente una delle più serie ed inquietanti mai pubblicate fino ad ora.