La neuromodulazione a base di stimolazione magnetica intermittente transcranica viene applicata per risolvere diverse problematiche del sistema nervoso centrale. La tecnica tradizionale, già approvata da FDA, è la iTBS (intermittent Theta Burst Stimulation).

Un lavoro pubblicato sulla rivista scientifica American Journal of Psychiatry riporta i risultati di uno studio su 22 pazienti psichiatrici gravi sottoposti alla SAINT, una variante della iTBS. I risultati sono davvero incoraggianti: il 90% dei casi (19 su 21) ha risposto alla terapia dopo 5 giorni di trattamento.

In questi giorni su Neuroscience una ricerca di laboratorio in Cina ha dimostrato un miglioramento delle funzioni cognitive nei ratti, con malattie cerebrali e predisposti all'ictus conseguente ipertensione.

In questo caso, i ricercatori hanno identificato i meccanismi biologici alla base di questa risposta.

Funziona ma bisogna comprendere come

Nolan Williams e colleghi della Stanford University hanno condotto uno studio su 22 pazienti psichiatrici gravi, usando una variante della tecnica iTBS che hanno chiamato SAINT (Stanford Accelerated Intelligent Neuromodulation Therapy). Si tratta di una stimolazione magnetica localizzata con scariche theta intermittenti ma a dosi elevate, in un arco temporale accelerato e mirate ad un singolo neurocircuito.

I ricercatori hanno utilizzato l'imaging a risonanza magnetica per monitorare l'attività cerebrale ed individuare un punto particolare nella corteccia prefrontale dorsolaterale.

Nei soggetti che soffrono di depressione grave, infatti, questa sottoregione - denominata Area 25 di Brodmann - è iperattiva.

Questa tecnica si è dimostrata molto efficace. La neuromodulazione è riuscita, in soli 5 giorni, ad alleviare la depressione nel 90% dei pazienti con depressione resistente, riducendo in loro anche l'impulso al suicidio, senza alcun effetto collaterale cognitivo.

I pazienti sono stati sottoposti a 1.800 impulsi magnetici per sessione, ad intervallo di 50 minuti per un totale di 10 sessioni giornaliere. Per cinque giorni consecutivi, quindi, un totale di 50 sessioni. La tecnica è assolutamente non invasiva. I risultati sono stati valutati sottoponendo i pazienti a test neuropsicologici prima e dopo SAINT.

Dei 22 pazienti, uno non ha completato lo studio, e degli altri 21, 19 (90,5%) hanno risposto positivamente al test. Questa tecnica potrebbe essere messa a disposizione delle unità di degenza psichiatrica dove arrivano pazienti ad elevato rischio suicidio dopo il ricovero; il dispositivo SAINT potrebbe scongiurare questo rischio.

iTBS già approvata dalla FDA

iTBS (intermittent Theta Burst Stimulation) è una tecnica approvata dalla FDA statunitense per il trattamento della depressione resistente. Consiste nel sottoporre il paziente a sessioni di stimolazioni magnetiche quotidiane per sei settimane. Circa la metà dei pazienti risponde al trattamento, ed un terzo ottiene la remissione. Dai dati illustrati sopra, il dispositivo SAINT sembra dare risultati migliori.

Anche se questi devono essere confermati in studi su una popolazione più numerosa, e in doppio cieco.

In letteratura scientifica ci sono diversi lavori pubblicati sulla iTBS. Uno, pubblicato in questi giorni, è su Neuroscience, dove un team di ricercatori cinesi - primo autore Y. Cai - ha svolto una ricerca di laboratorio per dimostrare l'effetto della tecnica iTBS nei ratti in presenza di una malattia cerebrale che li predispone all'ictus, conseguente ipertensione. Il risultato è stato un miglioramento delle funzioni cognitive.

Per dimostrare questa ipotesi, dei ratti ipertesi renovascolari inclini all'ictus (RHRSP) sono stati sottoposti a iTBS, a partire dalla 22esima settimana post-operatoria.

Una dettagliata analisi ha stabilito che gli effetti benefici sui disturbi cognitivi di questi animali, dopo il trattamento iTBS, era associato ad un'attivazione della via NR2B-CaMKII - ovvero l'espressione della subunità NR2B del recettore N-metil-D-aspartato (NMDAR) e della proteina chinasi IIα calcio / calmodulina-dipendente (CaMKIIα) - ad un aumento dell'espressione di GluR1 (subunità 1 del recettore dell'acido 4-isossazolepropionico) - e alla soppressione dell'attivazione di astrociti e microglia (cellule del sistema nervoso centrale).

La stimolazione magnetica transcranica

iTBS è una stimolazione magnetica transcranica, un approccio non invasivo ma altamente performante. Viene applicata in vari campi, clinico e diagnostico.

Risulta efficace nel controllo della dipendenza di varia natura. Con questa tecnica si sfrutta una legge fisica, la Legge di Faraday, che descrive il fenomeno dell'induzione elettromagnetica che si verifica quando un circuito elettrico variabile induce su una superficie limitata un campo magnetico variabile.

In questo caso, attraverso la corteccia cerebrale si genera un campo magnetico localizzato che produce energia per pochi secondi. Questo intervento va a modificare dei circuiti cerebrali che sono alterati a causa di tossicodipendenza, ludopatia, tabagismo o consumo di alcol.

L'iTBS non richiede centri specializzati, può essere applicata anche a livello ambulatoriale. Probabilmente più complessa sarà l'applicazione della SAINT che richiede l'ausilio dell'imaging a risonanza magnetica.

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