La Uil Fp Napoli e Campania ha espresso profondo sconcerto e ferma contrarietà di fronte alla riorganizzazione dei servizi di emergenza territoriale in ambito psichiatrico, disposta dalla Direzione Generale per la Tutela della Salute della Regione Campania. Il nuovo assetto, che entrerà in vigore dal primo giugno 2026, prevede la drastica cancellazione della copertura H24 nei Centri Distrettuali di Salute Mentale, limitando l'assistenza alle sole dodici ore diurne, dal lunedì al sabato.

Secondo la Uil, questa direttiva impone una radicale revisione del modello operativo, escludendo di fatto le ore notturne e i giorni festivi dall'assistenza diretta territoriale.

Vincenzo Torino, segretario generale della Uil Fp Napoli e Campania, ha dichiarato con forza che «operazioni finalizzate a contenere i costi colpendo un settore particolarmente delicato come quello della tutela delle persone maggiormente vulnerabili sono da respingere con forza». Torino ha inoltre definito la scelta «inspiegabile», poiché le situazioni di emergenza non si manifestano esclusivamente in orario diurno o nei giorni feriali.

La protesta dei sindacati e la gestione del confronto

La Uil ha denunciato che i primi provvedimenti sono già stati adottati dalle Aziende Sanitarie Locali, con l'Asl Napoli 1 Centro che ha informato gli operatori della modifica dell'orario di lavoro tramite una semplice comunicazione, senza attivare alcun confronto di merito con le organizzazioni sindacali.

Raffaele Nota, segretario regionale della Uil Fp, ha sottolineato che «modificare radicalmente l'orario di lavoro di decine di operatori unicamente tramite una semplice informativa non è solo una violazione delle norme, ma mortifica l'abnegazione e la professionalità di tantissimi lavoratori che da anni, tra mille carenze strutturali e storiche difficoltà, reggono le sorti dei Centri di salute mentale».

In una posizione analoga, anche il sindacato NurSind ha manifestato la propria contestazione nei confronti della decisione dell'Asl Napoli 1 Centro. La riorganizzazione, che articola le attività dei Centri di Salute Mentale su una fascia oraria di dodici ore dal lunedì al sabato e rimanda le emergenze psichiatriche notturne e festive al servizio territoriale 118, è stata definita da NurSind «grave, improvvisa e priva del necessario confronto sindacale».

Il sindacato ha evidenziato l'impatto negativo sulla turnistica del personale, sulla programmazione delle ferie, sui carichi assistenziali e sulla sicurezza operativa.

Rischi operativi e le richieste urgenti

La nuova organizzazione, che affida la gestione delle emergenze psichiatriche notturne e festive al servizio 118, rappresenta secondo NurSind un rischio concreto di sovraccaricare un sistema già in sofferenza, il quale non sarebbe in grado di garantire la specificità e le competenze dedicate richieste in ambito psichiatrico. Per tale ragione, NurSind ha richiesto formalmente la sospensione immediata del provvedimento e la convocazione di un tavolo di confronto urgente con la Direzione Strategica dell'Asl Napoli 1 Centro.

Entrambe le organizzazioni sindacali hanno evidenziato la netta contraddizione tra questa drastica riduzione dei servizi e le dichiarazioni programmatiche espresse a più riprese dal Presidente della Regione Campania Roberto Fico, da sempre orientato al potenziamento della medicina territoriale e alla tutela delle fasce sociali più deboli. In assenza di risposte concrete e soddisfacenti, NurSind ha annunciato la possibilità di intraprendere iniziative sindacali e azioni di tutela a difesa dei lavoratori e dei servizi essenziali.