Le sigarette elettroniche rilasciano metalli pesanti nei polmoni. A dirlo è un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Analytical and Bioanalytical Chemistry. I ricercatori hanno utilizzato una tecnica avanzata capace di separare e misurare ogni componente del vapore. Il risultato è inquietante: nichel, piombo, rame, alluminio, stagno, arsenico e perfino tracce di mercurio sono stati trovati:

  • nel liquido

  • nell’aerosol

  • nei polmoni dei topi esposti

E tutto questo dopo appena quattro giorni, due sessioni da 30 minuti al giorno.

Gli scienziati lo dicono senza mezzi termini:

“È preoccupante che cambiamenti misurabili siano stati osservati dopo solo un piccolo numero di boccate”.

Valori fino a 480 volte oltre i limiti di sicurezza

Confrontando i dati con gli standard farmaceutici per i medicinali inalati, emergono numeri impressionanti:

  • arsenico oltre 480 volte il limite

  • nichel oltre 250 volte

  • mercurio oltre 180 volte

  • cromo oltre 60 volte

  • piombo oltre 17 volte

Un quadro che spiega perché gli autori parlano di “urgenza regolatoria”.

Da dove arrivano i metalli nelle sigarette elettroniche?

Lo studio è chiaro: non provengono dal liquido, ma dal dispositivo stesso.

Le parti più critiche per la salute sono:

  • la resistenza

  • i fili di riscaldamento

  • le saldature

  • le camere metalliche

  • i componenti economici delle usa‑e‑getta

Quando la coil si scalda, si ossida e rilascia micro‑particelle metalliche che finiscono nel vapore e poi nei polmoni.

È un problema strutturale del dispositivo, non della nicotina.

E nelle sigarette tradizionali? I metalli arrivano dal tabacco e dalla combustione

Le sigarette classiche contengono metalli pesanti per motivi completamente diversi.

Il tabacco assorbe metalli dal terreno, dai fertilizzanti e dai pesticidi. Tra questi:

  • cadmio

  • piombo

  • arsenico

  • nichel

Quando il tabacco brucia, questi metalli si volatilizzano, si legano alle particelle del fumo e vengono inalati.

C’è poi un elemento ancora più inquietante: il polonio‑210, un isotopo radioattivo che la pianta assorbe dai fertilizzanti fosfatici e dalla deposizione atmosferica. È uno dei fattori più pericolosi per il tumore ai polmoni nei fumatori.

Chi rilascia più metalli?

Le sigarette elettroniche rilasciano più metalli tecnici come nichel, cromo, stagno e piombo, perché derivano dalla corrosione del dispositivo. Le sigarette tradizionali rilasciano metalli naturali tossici come cadmio e arsenico, oltre a radionuclidi come il polonio‑210, che non esistono nelle e‑cig.

Sono due rischi diversi, ma entrambi pesanti.

Il ferro nei polmoni crolla: un altro segnale d’allarme

Lo studio mostra anche una riduzione significativa del ferro nei polmoni dei topi esposti al vapore. Il ferro è fondamentale per il trasporto dell’ossigeno, la funzione immunitaria e l’energia cellulare. La sua carenza è collegata a patologie come Bpco, fibrosi cistica e distress respiratorio acuto.