Il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo, Toti Amato, componente del direttivo nazionale della Fnomceo, ha sottolineato l’importanza di accertare i fatti relativi alla morte di una bambina di quattro anni per difterite a Palermo. Amato ha dichiarato che “ogni denuncia ha diritto di essere esaminata e sarà la magistratura ad accertare se vi siano state responsabilità nell'assistenza prestata alla bambina”. Tuttavia, ha ribadito un punto cruciale: “non possiamo ignorare il dato centrale di questa tragedia: la difterite è una malattia prevenibile con la vaccinazione”.

L’intervento fa seguito alla denuncia presentata dai genitori della piccola contro le tre strutture ospedaliere che l’hanno avuta in cura: l’ospedale Cervello, il Civico e l’ospedale dei bambini.

La famiglia, assistita dall’avvocato Luigi Marrandino, ha formalizzato una denuncia contro “le condotte poste in essere dal personale sanitario delle tre strutture ospedaliere di Palermo”. Secondo il legale, i medici del Pronto Soccorso dell’ospedale Cervello avrebbero diagnosticato patologie errate, portando a cure inadeguate e a interventi chirurgici invasivi che avrebbero aggravato le condizioni della bambina, causandone il decesso. La Polizia di Stato del commissariato Porta Nuova ha già proceduto al sequestro della documentazione sanitaria, attualmente sotto esame degli inquirenti.

Si attende ora il conferimento dell’incarico per l’autopsia, un accertamento tecnico irripetibile fondamentale per stabilire le cause della morte e le eventuali responsabilità dei sanitari coinvolti.

L'importanza della vaccinazione e le indagini in corso

L’Istituto Superiore di Sanità ha confermato la presenza del Corynebacterium diphtheriae e del gene della tossina responsabile della difterite respiratoria nei campioni prelevati dalla bambina. Toti Amato ha enfatizzato che “la prevenzione non può diventare un elemento secondario quando si ricostruisce una vicenda clinica così drammatica”. Ha inoltre ribadito l’efficacia della vaccinazione: “Vaccinare un bambino significa ridurre concretamente il rischio che malattie prevenibili possano provocare forme gravi, complicanze e conseguenze irreversibili.

Quando esiste uno strumento efficace per proteggere la salute e la vita dei più piccoli, rinunciarvi non è una scelta priva di conseguenze”.

Parallelamente alla denuncia dei genitori, anche questi ultimi sono sotto indagine con l’accusa di omicidio colposo, per non aver vaccinato la figlia. La situazione è caratterizzata da una forte tensione tra la famiglia, l’Asp e le istituzioni sanitarie. Tale tensione è stata ulteriormente aggravata dalla notizia di alcune positività all’interno della rete parentale. In particolare, un cuginetto della bambina, anch’egli di quattro anni, è ricoverato per difterite. Le sue condizioni sono fortunatamente buone, grazie alla vaccinazione ricevuta e alle cure antibiotiche.

Circa quaranta persone entrate in contatto con i bambini sono state poste sotto profilassi antibiotica.

Controlli vaccinali e inizio dell'anno scolastico

L’attenzione sulla prevenzione e sui vaccini si estende anche al contesto scolastico. A poche settimane dall’inizio dell’anno, i genitori stanno già ricevendo comunicazioni per la richiesta del certificato vaccinale dei propri figli, necessario per confermare l’iscrizione. Questa misura riguarda in particolare gli asili materni e le scuole elementari, evidenziando l’aspettativa di un rafforzamento dei controlli sulle vaccinazioni in vista del nuovo anno scolastico.