Una nuova funzione della proteina LRRK2 è stata scoperta dall’Università di Padova, come annunciato il 31 agosto 2026 a Venezia. La ricerca si focalizza sui primissimi meccanismi cellulari che precedono la manifestazione dei sintomi della malattia di Parkinson, concentrandosi sulle sinapsi, i punti di contatto essenziali attraverso cui i neuroni comunicano e si scambiano informazioni nel cervello.

Il lavoro scientifico, intitolato “Lrrk2 regulates synaptic function through modulation of actin cytoskeletal dynamics”, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista eLife.

La ricerca è stata condotta sotto il coordinamento scientifico di Elisa Greggio, docente di Fisiologia presso il Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, e vede Giulia Tombesi come prima autrice. Questo importante risultato rappresenta il culmine del progetto STARS, un’iniziativa sostenuta dall’ateneo patavino attraverso il programma di finanziamento denominato LRRKing, specificamente ideato per approfondire la comprensione di come questa proteina influenzi la struttura e la funzionalità dei neuroni.

Il ruolo cruciale di LRRK2 nelle connessioni neuronali

La proteina LRRK2 è da tempo riconosciuta per il suo legame con la malattia di Parkinson. Le mutazioni nel gene responsabile della sua produzione sono infatti tra le cause ereditarie più comuni della patologia.

È stato inoltre osservato che un’attività anomala di questa stessa proteina si manifesta anche nelle forme sporadiche della malattia, ovvero quelle che si sviluppano senza una chiara familiarità genetica. La nuova ricerca attribuisce a LRRK2 un ruolo fondamentale nel preservare l’architettura e garantire il corretto funzionamento delle sinapsi, elementi essenziali per la trasmissione nervosa.

Il team di ricerca ha identificato un legame diretto tra LRRK2, la risposta al BDNF e la dinamica del citoscheletro di actina. Il BDNF è un fattore neurotrofico, una piccola proteina che stimola la sopravvivenza e la crescita dei neuroni. Il citoscheletro di actina, d’altra parte, costituisce l’impalcatura interna della cellula neuronale: una struttura estremamente dinamica e flessibile che non solo permette ai neuroni di modificare la propria forma, ma contribuisce anche in modo significativo alla plasticità sinaptica.

Quest'ultima è la capacità intrinseca dei contatti nervosi di rafforzarsi o modificarsi in base agli stimoli e all'esperienza, un processo cruciale per l'apprendimento e la memoria.

Metodologie avanzate per lo studio del Parkinson

Per condurre questo studio approfondito, sono state impiegate diverse tecniche avanzate. Il lavoro ha combinato efficacemente approcci di biologia molecolare, analisi omiche, microscopia ad alta risoluzione ed eletrofisiologia. Queste metodologie integrate hanno permesso di esplorare i complessi meccanismi cellulari e molecolari che sottostanno al ruolo di LRRK2 nelle sinapsi e nella progressione iniziale della malattia di Parkinson.