Un test gratuito per la riserva ovarica, un'iniziativa di grande rilevanza per la salute riproduttiva femminile, sarà presto disponibile per le giovani donne lucane. L'intervento, che si rivolge a una platea stimata di circa 14 mila donne residenti in Basilicata tra i 25 e i 30 anni, è previsto per l'avvio a ottobre 2026. L'annuncio è stato formalizzato da Piero Lacorazza, capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio regionale della Basilicata, dopo aver ricevuto una comunicazione ufficiale dal Dipartimento regionale alla Salute.

Questa misura si configura come uno screening di fondamentale importanza, presentato come un intervento concreto e mirato per la salute riproduttiva e un passo significativo nel progresso della medicina di genere.

Lacorazza ha enfatizzato il valore di questo strumento per le giovani donne, dichiarando che "Ad ottobre dovrebbe partire il test gratuito per la riserva ovarica rivolto alle giovani donne tra i 25 e i 30 anni". L'avvio ufficiale della campagna, tuttavia, rimane subordinato all'informativa che sarà fornita dall’Azienda ospedaliera San Carlo, un passaggio tecnico necessario prima della sua piena operatività.

Obiettivi strategici dello screening e raccolta dati

Il capogruppo dem ha ulteriormente evidenziato come il test non sia solo un servizio diretto alla cittadinanza, ma rappresenti anche un'opportunità strategica per raccogliere dati preziosi e inediti sulla riserva ovarica delle donne appartenenti a questa specifica fascia d'età.

Lacorazza ha espresso il suo auspicio per un'ampia e consapevole partecipazione da parte delle interessate, definendo l'iniziativa un passaggio concreto e innovativo per le giovani donne lucane, proiettato verso una maggiore consapevolezza del proprio benessere.

Lo screening è concepito per essere strettamente integrato con la promozione della conoscenza e del monitoraggio della fertilità, un processo che sarà efficacemente supportato da mirate e capillari campagne informative. Tra gli obiettivi a lungo termine indicati, figura anche la futura definizione di criteri che vadano oltre il mero indicatore reddituale per il sostegno al social freezing, un tema di crescente attualità. Lacorazza ha ribadito con forza che "Le campagne informative e lo screening attraverso il test daranno alle giovani uno strumento concreto per conoscere e monitorare la propria fertilità", fornendo loro un mezzo tangibile e proattivo per la gestione della propria salute.

L'organizzazione operativa e logistica del test gratuito, come precedentemente accennato, dipenderà dalla successiva informativa dell'Azienda ospedaliera San Carlo.

Il quadro normativo e le prospettive future

L'iniziativa trova le sue solide fondamenta nella delibera di Giunta regionale n. 174, un atto normativo di fondamentale importanza approvato il 3 aprile 2026 dall'esecutivo regionale. Già il 4 aprile 2026, Piero Lacorazza aveva richiamato pubblicamente questa delibera, specificando che essa avrebbe offerto a circa 14 mila donne lucane, comprese nella fascia d'età tra i 26 e i 30 anni, la possibilità di accedere gratuitamente al test per la riserva ovarica, un servizio finora non disponibile a queste condizioni.

In quell'occasione, il capogruppo del Pd aveva inquadrato la misura all'interno di un percorso più ampio e articolato, che include non solo le campagne informative e lo screening stesso, ma anche una discussione approfondita e necessaria su temi complessi come il medical freezing e il social freezing, sottolineando l'importanza di un approccio integrato e lungimirante alla salute riproduttiva femminile e al benessere delle donne nella regione.