Un significativo intervento di riqualificazione, stimato in circa 1,5 milioni di euro, è destinato a trasformare il Campus del Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di Aviano, in provincia di Pordenone. L'ambizioso progetto mira a potenziare la funzione della struttura, consolidandola come punto di riferimento per la formazione, la ricerca e l'accoglienza di medici, ricercatori e specializzandi, italiani e stranieri. L'opera di rinnovamento riguarderà specificamente alloggi, spazi comuni, arredi e impianti, modernizzando l'intera infrastruttura adiacente all'IRCCS.

L'iniziativa è stata ufficialmente presentata il 4 settembre 2026 presso la sede di Caa a Pordenone ed è promossa dalla Fondazione CRO Aviano. Questa realtà è nata dalla volontà delle imprese del territorio, per iniziativa di Confindustria Alto Adriatico, con l'obiettivo di supportare e promuovere le attività di ricerca oncologica dell'Istituto.

La riqualificazione strutturale comprenderà la modernizzazione di 41 posti letto, distribuiti in 31 camere, oltre a un'ampia revisione e aggiornamento degli spazi comuni, degli arredi interni e di tutte le opere edilizie e impiantistiche. I lavori sono previsti per iniziare il 15 settembre e, secondo il cronoprogramma stabilito, dovrebbero concludersi entro la metà di maggio.

Questo aggiornamento consentirà al Campus, adiacente all'IRCCS, di rispondere in modo più efficace alle esigenze di un Istituto in cui la formazione specialistica assume un peso crescente.

Il Ruolo Strategico della Fondazione CRO Aviano

Michelangelo Agrusti, presidente della Fondazione CRO Aviano, ha illustrato la natura dell'intervento e il legame con l'Istituto. Agrusti ha chiarito che: “La Fondazione è nata per esercitare una funzione sussidiaria nei confronti della sanità pubblica ed è dedicata esclusivamente al CRO”. Le risorse destinate alle iniziative della Fondazione provengono dalle donazioni delle imprese e dal 5 per mille; la destinazione viene indicata dalla direzione scientifica e dalla direzione generale dell'Istituto.

La Fondazione si farà carico anche della manutenzione ordinaria del complesso per i prossimi cinque anni. Prima di questo intervento, aveva già investito circa 150mila euro in attrezzature multimediali e software destinati agli spazi formativi del CRO.

L'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, ha collegato il tema delle infrastrutture alla capacità di attrarre competenze professionali. Ha affermato che: “la sostenibilità è determinata anche dalla capacità di attrazione, che oggi non riguarda più soltanto i pazienti ma soprattutto le competenze professionali: medici e ricercatori scelgono organizzazioni adeguate, tecnologie avanzate e contesti capaci di offrire condizioni favorevoli”.