La Emilia-Romagna registra un aumento nel numero di persone affette da demenze. I dati regionali, diffusi il 19 settembre 2026, indicano una prevalenza di 25,2 casi ogni mille abitanti, in crescita rispetto ai 23 dell'anno precedente. La stima complessiva sul territorio è di circa 93.723 ultra65enni con demenza, come evidenziato dalla relazione 2025. Di questi, il 74%, oltre due terzi, è intercettato e seguito dai servizi sanitari e sociosanitari.

L'incremento è collegato alla maggiore capacità dei servizi regionali di individuare e seguire i pazienti.

Il contesto vede oltre una persona su quattro in regione con più di 65 anni. Le fasce d'età più rappresentate sono tra 75 e 89 anni e, soprattutto, gli over 90.

I dettagli dalla relazione 2025

Questi numeri provengono dalla relazione sullo stato di avanzamento del progetto regionale demenze per il 2025, pubblicata su SalutER in occasione della Giornata mondiale Alzheimer del 21 settembre. Il rapporto epidemiologico, al 31 dicembre 2025, indica la popolazione regionale con più di 65 anni nel 25,2% del totale (1.132.925 persone). La coorte con demenza in carico al Servizio sanitario regionale, con età pari o superiore a 40 anni, è stimata in 70.793 individui.

La relazione descrive la composizione della coorte identificata nel 2025: 45.766 donne (64,6%) e 25.027 uomini (35,4%).

La numerosità cresce con l'età; nelle donne il gruppo più numeroso è quello dei 90 anni e oltre, mentre negli uomini la maggiore concentrazione riguarda la fascia tra 75 e 84 anni.

Il sistema di presa in carico regionale

Il progetto regionale demenze, avviato nel 1999 e aggiornato, definisce un sistema integrato per rispondere ai bisogni di persone con demenza e caregiver familiari. La rete include i Centri per disturbi cognitivi e demenze, riferimento specialistico per malati e familiari. In Emilia-Romagna, i 61 centri sul territorio garantiscono visite, approfondimenti per la diagnosi tempestiva, consulenze neuropsicologiche, monitoraggio dei farmaci e percorsi di riabilitazione cog.