Il sabato dovrebbe rappresentare il momento più distante dal lunedì: la sveglia può aspettare, le mail di lavoro restano chiuse e davanti ci sono ancora molte ore di libertà. Eppure, per alcune persone, proprio mentre il weekend entra nel vivo comincia già a farsi strada un pensiero meno piacevole: tra poco sarà di nuovo lunedì. È una sorta di anticipo dei più conosciuti “Sunday scaries”, l’inquietudine che compare quando il fine settimana volge al termine.

Il fenomeno viene talvolta indicato online come “Saturday scaries”: non si tratta di una diagnosi clinica, ma di un’espressione utilizzata per descrivere quella sensazione di disagio che può comparire ancora prima della domenica.

Il punto non è quindi il sabato in sé, ma il fatto che la mente inizi ad anticipare ciò che arriverà nei giorni successivi.

Quando il lunedì entra nel weekend

La Cleveland Clinic definisce i Sunday scaries una forma di ansia anticipatoria, cioè una preoccupazione rivolta a qualcosa che deve ancora accadere. Mail da leggere, riunioni, scadenze e impegni possono cominciare a occupare spazio mentale quando la settimana lavorativa non è ancora iniziata.

Non sempre, inoltre, questa sensazione aspetta la domenica sera. Per qualcuno il pensiero del rientro può presentarsi prima, sottraendo progressivamente tempo alla percezione del weekend.

Il passaggio tra riposo e lavoro può contribuire al fenomeno.

Durante il fine settimana il carico mentale legato agli impegni professionali tende a diminuire; avvicinandosi il lunedì, invece, la mente può tornare a concentrarsi sulle responsabilità lasciate in sospeso.

Anche il weekend perfetto può diventare una pressione

C'è poi un'altra componente tipicamente contemporanea: il tempo libero non sembra più sufficiente, deve anche essere utilizzato bene.

Due giorni possono trasformarsi così in una piccola corsa contro il tempo. Bisogna vedere gli amici, allenarsi, sistemare casa, fare la spesa, uscire, dedicarsi alla famiglia e magari trovare anche qualche ora per non fare assolutamente nulla. Il risultato paradossale è che perfino il riposo rischia di diventare un'altra voce nella lista delle cose da fare.

La Cleveland Clinic sottolinea proprio questo aspetto: riempire eccessivamente il weekend di programmi può lasciare una persona poco riposata quando arriva il lunedì. Il problema, quindi, non è necessariamente avere molti interessi o attività, ma la sensazione di dover comprimere tutto il tempo personale in appena due giorni.

A questo può aggiungersi il confronto sociale. Basta aprire uno dei social network durante il sabato per incontrare viaggi, aperitivi, ristoranti, escursioni e weekend apparentemente perfetti. Il proprio pomeriggio sul divano può improvvisamente sembrare meno soddisfacente, anche quando era esattamente ciò di cui si aveva bisogno.

Recuperare il diritto a un weekend normale

Contrastare questa sensazione non significa necessariamente organizzare ancora meglio ogni minuto libero. Può essere utile, al contrario, lasciare qualche spazio senza programmi e distinguere ciò che si desidera davvero fare da ciò che si pensa di “dover” fare.

Anche chiudere il venerdì lavorativo con alcune priorità già definite per la settimana successiva può aiutare a non continuare mentalmente il lavoro durante il weekend. Tra i suggerimenti indicati dagli specialisti della Cleveland Clinic ci sono inoltre attività piacevoli, movimento, sonno adeguato, mindfulness e una separazione più netta possibile dagli impegni professionali nei giorni liberi.

Se la preoccupazione per il lunedì diventa invece costante, molto intensa o compromette regolarmente il riposo, può essere utile interrogarsi anche sulle cause. Carichi eccessivi, difficoltà nell'ambiente professionale o stress persistente possono infatti avere un peso maggiore del semplice cambio di ritmo tra weekend e settimana.