La Struttura Complessa di Oncologia medica dell’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni, diretta dalla dottoressa Jennifer Foglietta, ha preso parte a uno studio internazionale di fase III sul carcinoma renale avanzato. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica The Lancet, con il titolo “Belzutifan plus lenvatinib versus cabozantinib in patients with previously treated advanced renal cell carcinoma”.

La ricerca ha valutato la combinazione di belzutifan e lenvatinib in pazienti precedentemente trattati con immunoterapia. Lo studio ha confrontato questo schema terapeutico con cabozantinib, in pazienti già trattati con carcinoma renale avanzato.

Tra gli autori della pubblicazione figura la dottoressa Annalisa Guida, oncologa dell’Oncologia medica di Terni.

Il Contributo dell'Oncologia Ternana

L'Oncologia medica del Santa Maria di Terni ha evidenziato la propria partecipazione a questo lavoro clinico internazionale. Nel percorso della sperimentazione, è stato evidenziato anche il contributo dell’Ufficio operativo Studi clinici di oncologia di Terni, struttura che supporta i clinici nella conduzione delle sperimentazioni e nella gestione degli standard per studi nazionali e internazionali.

Lo studio è stato coordinato dal Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York. Il coinvolgimento della struttura ternana si inserisce in una ricerca multicentrica sul trattamento del carcinoma renale avanzato, con una pubblicazione internazionale che annovera tra gli autori una professionista del Santa Maria.

Dettagli dello Studio LITESPARK-011

La pubblicazione scientifica identifica lo studio come LITESPARK-011, una sperimentazione di fase III, randomizzata, controllata e in aperto. Ha coinvolto 184 centri in 25 Paesi (Asia, Australia, Europa, Nord America e Sud America). I partecipanti erano adulti con carcinoma renale a cellule chiare avanzato, non resecabile, localmente avanzato o metastatico in stadio IV, con progressione della malattia dopo terapia anti-PD-1 o anti-PD-L1, con o senza precedente trattamento con inibitori tirosin-chinasici del VEGFR.