Il Progetto protezione famiglie fragili oncologiche dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta ha sostenuto quasi 250 nuclei familiari valdostani dal 2019. I dati, diffusi ad Aosta il 26 settembre 2026, evidenziano un'attività mirata a pazienti oncologici e familiari, tramite una rete integrata di ospedale, territorio, servizi sociali e terzo settore.
Nel 2025, il progetto ha assistito 40 famiglie, di cui 29 con più fattori di fragilità. Nel primo semestre 2026, i nuclei seguiti sono stati 27, con 14 nuove prese in carico. L’intervento dedica attenzione alle famiglie con figli minori o giovani adulti, offrendo supporto psicologico per aiutare i genitori nella comunicazione di diagnosi, aggravamenti o lutto.
Le fragilità riscontrate e l'approccio integrato
L'analisi delle situazioni assistite rivela un quadro complesso di vulnerabilità. Nel 2025, tra le 40 famiglie seguite, 13 presentavano minori e 17 erano nuclei ristretti. Sono emerse anche fragilità economiche legate alla malattia oncologica, disagio psichico, disabilità, difficoltà di integrazione sociale e culturale, e lutti. Nel primo semestre 2026, tra i 27 nuclei assistiti, 20 mostravano più fragilità contemporaneamente. In 14 casi si trattava di nuclei ristretti, nove con minori, e cinque con disabilità o disagio economico. Ben 16 di questi nuclei sono seguiti in integrazione con servizi territoriali e ospedalieri, Neuropsichiatria infantile, Salute mentale e Servizi sociali, con un approccio multidisciplinare.
La rete di supporto e i percorsi personalizzati
Il Progetto protezione famiglie fragili oncologiche, nato nell’ambito della Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta, prevede una presa in carico integrata (sanitaria, psicologica, sociale ed educativa). Per ogni famiglia viene elaborato un percorso personalizzato, frutto del raccordo tra ospedale, territorio e terzo settore. L'assistenza include informazione e orientamento su diritti e servizi, supporto psicologico e sostegno educativo.