Il capogruppo di Basilicata Casa Comune nel Consiglio regionale, Giovanni Vizziello, è intervenuto da Potenza il 2 settembre 2026 per affrontare la complessa questione delle liste d’attesa nella sanità lucana. La sua dichiarazione giunge in seguito alla pubblicazione, avvenuta il 26 agosto 2026 sulla Gazzetta Ufficiale, del nuovo Piano nazionale di governo delle liste d’attesa 2026-2028. Vizziello ha evidenziato come questo provvedimento imponga alla Basilicata l'obbligo di adeguare il proprio Piano regionale entro un termine di quattro mesi, richiamando direttamente l’assessore regionale alla Sanità, Cosimo Latronico.
Nel cuore del suo intervento, Vizziello ha affermato con chiarezza che un problema così radicato come quello delle liste d'attesa non può essere risolto attraverso la mera propaganda. Ha sottolineato l'indispensabilità di costruire "grandi alleanze" che coinvolgano attivamente i cittadini, il personale sanitario e le strutture private accreditate già integrate nel sistema sanitario regionale. Questo approccio, secondo il capogruppo, è l'unico in grado di generare soluzioni efficaci e durature per una sfida che tocca direttamente la vita di migliaia di persone.
Strategie per superare le lunghe attese
Vizziello ha identificato nella semplificazione dell’accesso alle prestazioni sanitarie un obiettivo primario.
L'intento è facilitare il percorso per chi necessita di prenotare una visita medica, un esame di laboratorio o un accertamento diagnostico, superando le attuali difficoltà e i lunghi tempi di erogazione. Per raggiungere tale scopo, ha indicato l'unificazione di tutta l’offerta sanitaria regionale in un unico CUP (Centro Unico di Prenotazione) come uno degli strumenti fondamentali.
Un altro punto cruciale sollevato dal capogruppo riguarda la responsabilità delle aziende sanitarie. Vizziello ha sostenuto che, nel momento in cui non dovesse emergere una disponibilità immediata per una prestazione, debba essere l’azienda sanitaria stessa a farsi carico di trovare una soluzione alternativa per il cittadino.
Questo eviterebbe al paziente l'onere di dover contattare singolarmente e autonomamente tutte le strutture disponibili, spesso con esiti frustranti.
Il ruolo delle strutture private accreditate
La discussione ha toccato anche il tema delle agende di prenotazione delle strutture private accreditate. Vizziello ha operato una distinzione fondamentale: l'inserimento di tali agende nel CUP non si traduce automaticamente in un aumento effettivo dell’offerta regionale di prestazioni sanitarie. Ha precisato che le strutture accreditate operano entro i confini di specifici accordi contrattuali con le Regioni, i quali definiscono volumi di prestazioni e tetti di spesa. Questo significa che, una volta esaurito il budget assegnato, le prestazioni non possono essere erogate, indipendentemente dalla disponibilità delle agende.