Il consigliere regionale lucano di centrosinistra Roberto Cifarelli è intervenuto a Potenza l’8 ottobre 2026, esprimendo forte preoccupazione per la sospensione di alcune prestazioni sanitarie programmate presso l’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti. L’intervento di Cifarelli si è concentrato sulle dichiarazioni dell’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico (Fratelli d’Italia), e sulla questione dei tetti di spesa che limitano le cure erogate fuori regione.

Cifarelli ha sottolineato che per i cittadini lucani, che rischiano il rinvio di interventi chirurgici già fissati, la priorità non è la competenza formale sui tetti di spesa, bensì la certezza di quando potranno ricevere le cure.

Ha inoltre suggerito la possibilità di erogare tali prestazioni a Matera, anziché ad Acquaviva delle Fonti, criticando l’assenza di una risposta concreta da parte dell’assessore Latronico.

Critiche all'accordo sulla mobilità sanitaria

La vicenda è stata collegata dal consigliere all’accordo sulla mobilità sanitaria tra Basilicata e Puglia. Cifarelli ha contestato l’attribuzione di responsabilità alla Regione Puglia da parte di Latronico, ricordando come lo stesso assessore avesse in precedenza presentato l’intesa come uno strumento avanzato di programmazione, volto a governare i flussi e garantire cure appropriate. Il consigliere ha sollevato un quesito cruciale: “A cosa serve un accordo di programmazione se non riesce a prevenire criticità ricorrenti?”.

L’accordo in questione, stipulato tra Basilicata e Puglia, regola le prestazioni di assistenza ospedaliera e specialistica ambulatoriale a carico del Servizio sanitario nazionale. Tali prestazioni sono erogate dalle strutture pubbliche e private accreditate delle due regioni a favore dei residenti. L’intesa mira a gestire i flussi di mobilità sanitaria interregionale, assicurare l’appropriatezza delle cure e mantenere l’equilibrio del sistema sanitario.

Le richieste per la sanità lucana

Cifarelli ha argomentato che non vi è alcuna contraddizione nel garantire cure fuori regione e, al contempo, lavorare per ridurre la mobilità passiva. Secondo il consigliere, la vera riduzione della mobilità passiva si ottiene solo attraverso il rafforzamento della sanità lucana, non ostacolando i cittadini che cercano cure altrove.

Nel breve periodo, ha chiesto che vengano garantite le prestazioni già programmate.

Per il medio periodo, Cifarelli ha sollecitato un impegno concreto per mettere gli ospedali lucani, in particolare il Madonna delle Grazie di Matera, nelle condizioni di rispondere efficacemente ai bisogni dei pazienti. Ha enfatizzato la necessità di risultati verificabili: reparti pienamente funzionanti, prestazioni garantite, liste d’attesa significativamente ridotte e servizi territoriali capaci di trattenere i pazienti nella regione.

In conclusione, il consigliere ha chiesto all’assessore Latronico di attivarsi immediatamente con la Regione Puglia per assicurare gli interventi già programmati, di chiarire le criticità dell’accordo sulla mobilità sanitaria e di presentare un piano concreto di rafforzamento degli ospedali lucani.

Ha ribadito che governare significa prevenire i problemi e trovare soluzioni, non limitarsi a spiegare le responsabilità altrui. Il diritto alla salute non può essere ostaggio dei tetti di spesa e dello scaricabarile tra le Regioni, poiché i lucani hanno bisogno di cure, non di giustificazioni.