Fp Cgil e Uil Fp Genova e Liguria hanno proclamato lo stato di agitazione del personale del comparto sanità ligure. La mobilitazione, avviata il 16 ottobre 2026, coinvolge diverse strutture chiave tra cui Ats Liguria, Itccs Aom, Galliera, Gaslini, Ospedale Evangelico Internazionale e Devoto Marini. L'iniziativa sindacale mira a scongiurare il collasso del servizio sanitario regionale, che si trova in un contesto critico, caratterizzato da una significativa emorragia di professionalità.
A dieci mesi dall'introduzione della riforma, le organizzazioni sindacali denunciano un persistente immobilismo da parte della Regione e dei vertici aziendali.
Le principali problematiche evidenziate includono una carenza cronica di personale, l'aumento dei casi di burn-out e un incremento delle dimissioni. Secondo Fp Cgil e Uil Fp, questi fattori compromettono gravemente sia la qualità dei servizi offerti sia la sicurezza delle cure. La loro posizione è riassunta in modo chiaro: "Regione e vertici aziende immobili, carenza cronica di personale. A rischio cure".
Accorpamenti, fondi e organizzazione: le contestazioni sindacali
Le sigle sindacali contestano fermamente gli accorpamenti che sono stati realizzati senza un adeguato piano organizzativo e senza l'adozione di protocolli uniformi. Inoltre, l'unificazione dei fondi, a loro avviso, sta generando un arretramento salariale per il personale.
Questa denuncia mette in luce preoccupazioni sia riguardo all'assetto organizzativo complessivo del sistema sanitario regionale sia per le dirette conseguenze sulle condizioni economiche e professionali degli operatori coinvolti nella riorganizzazione.
Fp Cgil e Uil Fp segnalano criticità specifiche in diverse strutture e aree territoriali. Tra queste, si evidenziano il ridimensionamento di Villa Scassi, la carenza di personale e la chiusura di reparti presso l'Ospedale Galliera, lo stallo nelle trattative per l'Ospedale Evangelico Internazionale, le mancate assunzioni di operatori socio-sanitari (OSS) al Gaslini e i tagli che hanno colpito i poli sanitari del Ponente. I sindacati denunciano altresì lo svuotamento dei servizi nelle aree periferiche, l'abuso del ricorso a gettonisti e partite IVA e il depotenziamento delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU).
Il percorso di mobilitazione per la sanità ligure
Questa vertenza si inserisce in un più ampio percorso di mobilitazione del personale sanitario ligure, focalizzato sulle problematiche derivanti dalla riforma regionale. Le richieste principali riguardano nuove assunzioni, il miglioramento delle condizioni di lavoro e l'innalzamento della qualità dei servizi offerti ai cittadini. Le contestazioni sindacali hanno già evidenziato in precedenza i ritardi nelle assunzioni e la persistente carenza di organici, anche nelle nuove case e negli ospedali di comunità.