Un gesto di profondo amore e speranza si è compiuto all'ospedale Borgo Trento di Verona. Il 14 ottobre 2026, Lidia Stan, 49 anni, ha donato un rene alla figlia Iris, 23 anni, affetta da fibrosi cistica. L'intervento, che ha coinvolto madre e figlia, costituisce il 106° trapianto di rene eseguito nel 2026 dall'Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, la quale ha superato la soglia dei cento trapianti già all'inizio del mese. Entrambe le donne si trovano attualmente in terapia intensiva, dove proseguono il ricovero nei giorni successivi all'operazione.
Per Iris, questo non è il primo percorso di cura complesso. La giovane aveva già subito due trapianti bipolmonari a Padova, rispettivamente nel 2012 e nel 2019. La famiglia Stan risiede a Val Liona, in provincia di Vicenza, ma il percorso clinico di Iris è da anni strettamente connesso all'ospedale Borgo Trento. La sorella Nicole ha ripercorso la storia familiare, sottolineando come questo trapianto rappresenti un ulteriore, significativo passo nella convivenza con una malattia cronica, evidenziando la serie di interventi affrontati e il valore della donazione.
Il percorso clinico e familiare
La storia di Iris inizia in Romania, dove le fu diagnosticata la fibrosi cistica alla nascita. All'età di cinque anni, le cure disponibili nel suo Paese d'origine non erano più sufficienti per il suo quadro clinico.
I genitori intrapresero allora la ricerca di un centro specializzato in Europa, giungendo infine a Verona. Da quel momento, Iris è seguita presso il Borgo Trento da oltre quindici anni. Il trasferimento in Italia avvenne in due fasi: inizialmente arrivarono Iris e la madre, seguite poi dalla sorella Nicole e dal padre, con la famiglia che si stabilì definitivamente in provincia di Vicenza.
Nell'ultimo anno, la funzionalità renale di Iris ha subito un rapido peggioramento, rendendo necessario un nuovo intervento. I genitori si sono sottoposti agli esami di compatibilità per valutare la possibilità di una donazione. La madre Lidia è risultata idonea e in condizioni più favorevoli rispetto al padre per procedere con l'operazione.
Il via libera definitivo è giunto solo pochi giorni prima dell'intervento, reso urgente dal quadro clinico e dalla potenziale lunga attesa in lista trapianti, che avrebbe potuto protrarsi fino a due anni.
Madre e figlia in terapia intensiva
Nel post-operatorio, sebbene ancora doloranti, madre e figlia esprimono la loro felicità per aver potuto completare un percorso a lungo atteso. Nicole ha raccontato le lunghe tempistiche degli esami e la determinazione che ha permesso a entrambe di giungere al trapianto. Un momento particolarmente toccante è stato il risveglio di Iris in terapia intensiva, quando la sua prima domanda, riportata dalla famiglia, è stata: “Come sta la mamma?”. Questo episodio sottolinea il forte legame e la forza della famiglia nel fronteggiare insieme le sfide della malattia.