Il Comune di Bari ha disposto l’adeguamento del servizio di refezione scolastica alle indicazioni della ASL, che prevede la sospensione temporanea e cautelativa della somministrazione di pomodoro fresco nelle scuole. Questa misura riguarda l’alimento fresco nella ristorazione scolastica e si inserisce nel quadro delle azioni sanitarie legate a segnalazioni su casi di salmonella. L’azienda incaricata del servizio mensa si atterrà alle disposizioni ricevute.

Il Comune ha precisato che nelle scuole di Bari non si è verificato alcun caso di salmonella riconducibile alle segnalazioni della ASL.

La misura, indicata come esclusivamente precauzionale, resta in vigore “fino a nuova comunicazione dell'autorità sanitaria”. La refezione scolastica prosegue regolarmente, escludendo i pomodori freschi dai menù previsti.

La sostituzione nei menù scolastici

Nei pasti scolastici, i pomodori freschi saranno sostituiti con altri alimenti idonei. Le alternative verranno comunicate dall’inizio della prossima settimana. Questa scelta operativa riguarda i menù in cui l’alimento era già inserito e non comporta la sospensione della refezione scolastica. L’amministrazione comunale ha collegato il provvedimento alla comunicazione dell’autorità sanitaria e alla necessità di applicare l’indicazione cautelativa nel servizio affidato all’azienda incaricata.

Il Comune di Bari ha inoltre richiamato le procedure applicate nelle mense scolastiche per preparazione, igienizzazione e sanificazione. Tali procedure seguono protocolli rigorosi e sono sottoposte a controlli puntuali, con l’obiettivo di prevenire episodi legati alla sicurezza alimentare. La precisazione accompagna la comunicazione alle famiglie sul regolare svolgimento del servizio mensa e sulla sostituzione dell’alimento interessato dalla misura.

Il contesto regionale della sospensione

Il Dipartimento Salute della Regione Puglia ha disposto per cautela la sospensione dell’uso di pomodori freschi crudi nelle mense scolastiche, negli ospedali, nelle case di cura e nella ristorazione collettiva destinata a categorie fragili. La richiesta è partita venerdì 2 ottobre dalla Regione Puglia.