La Parigi Roubaix di domenica 10 aprile sarà un appuntamento particolare per due dei più grandi campioni degli ultimi anni. Mark Cavendish e Tony Martin, due Campioni del Mondo, sono stati rapiti dal richiamo delle classiche del nord. Per entrambi la Parigi Roubaixsarà l’occasione per capire se in un futuro prossimo potranno trasformarsi da velocisti e passisti in corridori da campagna del pavè e in particolar modo proprio da Parigi Roubaix.
Tony Martin, addio corse a tappe, ora c’è il pavè
Finora Tony Martin è stato uno specialista eccezionale delle cronometro.
Il migliore degli ultimi anni, con tre titoli iridati, ma pur sempre e solo uno specialista in un campo ristretto. Durante l’esperienza alla HTC aveva provato ad allargare il suo campo d’azione alle corse a tappe, non riuscendo però ad andare oltre alle corse di una settimana con percorsi molto veloci, e finendo sempre per essere respinto in maniera netta dai grandi giri. Con il trono di re delle cronometro un po’ vacillante, Tony Martin ha deciso di aprire una nuova strada per la sua carriera. Dopo aver vinto la tappa del pavè allo scorso Tour de France, il campione tedesco ha iniziato a pensare di potersi trasformare in corridore da classiche del nord.
“Non sono adatto alle corse a tappe, i Ds della HTC mi avevano spinto a provarci, ma non è il mio campo” spiega Tony Martin, che aggiunge quanto sia stato affascinato dalle classiche del nord dopo il suo arrivo alla Etixx Quickstep.
“Nelle classiche mi sento più a mio agio e correre in una squadra belga ha fatto il resto. Spero di poter vincere una classica un giorno. La Roubaix dovrebbe essere più adatta a me rispetto al Fiandre ma non si sa mai. Sto andando sempre meglio sul pavè, ma è un processo lungo, bisogna entrare nella mentalità delle classiche, conoscere le strade, i punti in cui bisogna stare davanti. Sono ancora lontano da essere al top.”
Cavendish: 'Voglio provarci'
Al via della Parigi Roubaix di domenica prossima ci sarà anche Mark Cavendish. Il Campione del Mondo 2011 sognava da tempo di correre l’Inferno del nord. “Ma le squadre in cui correvo non volevano che prendessi rischi che avrebbero potuto compromettereil Giro e il Tour” ha spiegato Cavendish, che passando alla Dimension Data ha ottenuto semaforo verde sulla scelta dei programmi.
Cavendish sa che domenica non potrà correre per vincere, ma oltre a godersi la Roubaix cercherà di essere d’aiuto ai compagni e di capire se nei prossimi anni potrà puntare a questa corsa. “Non voglio finire la carriera senza averci realmente provato” continua Cavendish. Per il Ds Rolf Aldag questa presenza alla Roubaix potrà essere il primo passo verso un assalto futuro: “ È alla Roubaix per imparare. Ha trent’anni ed è difficile vincere al primo tentativo. Se andrà bene potrà essere parte di una programmazione per il futuro”.