È stato grande spettacolo, con brividi e sorprese nella quarta tappa della Tirreno Adriatico, quella con il Muro dei Cappuccini e l’arrivo a Fossombrone. Il grande protagonista della giornata è stato il kazako Alexey Lutsenko che ha regalato alla Astana l’ennesimo successo di questo avvio di stagione.

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Lutsenko è partito tutto solo a 35 km dall’arrivo, costruendo e distruggendo la sua azione con due cadute, l’ultima in vista del traguardo. Ma il corridore della Astana ha trovato le forze per battere allo sprint gli avversari che gli erano piombati addosso conquistando una vittoria dal sapore epico.

Tirreno, dieci in fuga

La tappa di Fossombrone doveva aprire davvero i giochi per la vittoria finale di questa Tirreno Adriatico e così è stato.

La caduta in discesa di Alexey Lutsenko
La caduta in discesa di Alexey Lutsenko

Nelle fasi iniziali si è formata al comando una fuga con dieci corridori: Nans Peters (AG2R), Mirco Maestri (Bardiani), Marcus Burghardt (Bora-hansgrohe), Joey Rosskopf (CCC), Krists Neilands (Israele Cycling Academy), Luis Mas (Movistar), Giovanni Visconti (Nerri Sottoli), Jenthe Biermans (Katusha-Alpecin), Robert Power (Sunweb) e Jasper Stuyven (Trek Segafredo).

L’attacco ha rapidamente preso vantaggio, fino ad una decina di minuti, finchè la Astana ha dato un’accelerata al ritmo del gruppo.

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Purtroppo si sono verificate diverse cadute quando la corsa ha cominciato ad affrontare il tratto più tortuoso e ricco di saliscendi. Sono rimasti coinvolti anche Tony Martin e Laurens De Plus (Jumbo Visma) che però sono riusciti a ripartire.

Lutsenko, fuga da brividi

La corsa è poi entrata nel vivo salendo al Gpm di Monteguiduccio, quando la fuga si è definitivamente esaurita e si è lanciato all’attacco Alexey Lutsenko (Astana). Il gruppo si è ridotto a poche decine di corridori, con gran parte dei leader isolati e con più di 30 km ancora da percorrere.

Lutsenko ha mantenuto un bel passo avvicinandosi al circuito finale di Fossombrone da ripetere per due volte con i passaggi sulla durissima salita dei Cappuccini. Il kazako ha superato bene la prima arrampicata, con il gruppo che si è sfaldato lasciando all’inseguimento un drappello con Adam Yates (Mitchelton), Tom Dumoulin (Sunweb), Primoz Roglic (Jumbo Visma) e pochi altri, con Fuglsang (Astana) in posizione di stopper. Lutsenko ha scollinato con ancora quasi un minuto di vantaggio, ma ha sbagliato la traiettoria di una curva in discesa finendo sull’argine a bordo strada per ripartire poi velocemente.

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Gli inseguitori non hanno trovato un buon accordo e si sono così visti raggiungere da un secondo e più folto gruppo con anche Nibali (Bahrain Merida) al suo interno.

Lutsenko ha iniziato ancora con buona spinta la seconda scalata alla rampa dei Cappuccini, ma nel finale ha pagato lo sforzo. Il forcing di Roglic ha rimescolato le carte, portando via un gruppetto con Adam Yates e il solito Fuglsang a controllare, mentre Dumoulin ha avuto una chiara flessione in questa seconda ascesa.

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Lutsenko ha salvato ancora una quindicina di secondi al Gpm ed ha affrontato in maniera più pulita la discesa arrivando agli ultimi 2 km con la vittoria ormai in mano. Ma in una delle ultime curve è inopinatamente scivolato, con Yates, Roglic e Fuglsang che lo hanno raggiunto. Il kazako non si è però dato per vinto e si è messo in scia a Roglic per poi uscire negli ultimi cento metri per una volata breve e vincente, regalandosi una vittoria epica davanti allo sloveno. A 9’’ Formolo ha chiuso al quinto, con il gruppo inseguitore battuto da Bettiol a 23’’, con tutti gli altri uomini di classifica.

La generale vede ancora Adam Yates al comando con Roglic a 7’’ e Dumoulin a 50’’. La Tirreno Adriatico sembra dunque un affare privato tra i primi due, con Roglic che ha a suo vantaggio anche la cronometro finale.

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